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Palermo: casi di peste suina nei cinghiali di Monte Pellegrino, parte il piano per fermare il virus

© Sputnik . Dmitry Debabov / Vai alla galleria fotograficaCinghiale
Cinghiale - Sputnik Italia, 1920, 23.08.2021
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Il patogeno, che può essere letale per gli animali, non risulta essere trasmissibile all'uomo.
È allarme peste suina nel Palermitano, dove è stata lanciata una vera e propria caccia agli esemplari di cinghiale ammalati del morbo di origine africana.
Al momento, non c'è nessun allarme contagio per l'uomo, ma la Regione Sicilia ha prorogato fino a giugno 2023 il piano di controllo nella riserva orientata Monte Pellegrino.
L'operazione, come riferisce il Giornale di Sicilia, ha come obiettivo finale quello di scongiurare la diffusione del virus nel nostro Paese.
Sarà, dunque, vigente l'obbligo di segnalazione alle autorità competenti (guardie forestali, polizia provinciale, guardia venatoria e servizi veterinari dell’Asp) degli eventuali animali catturati o quelli già morti, ma che "prima dell'abbattimento presentavano segni evidenti di malessere, come ad esempio scoordinamento motorio, convulsioni".

"Dato l'elevato rischio di introduzione del virus della peste suina africana nel nostro paese, si evidenzia la necessità che l’Amministrazione dia opportune indicazioni al proprio personale, affinché ogni cinghiale trovato morto, anche a seguito di incidente stradale, ovvero abbattuto sia segnalato", si legge nella relazione.

Che cos'è la PSA

La Peste suina africana (PSA) è una malattia virale che colpisce suini e cinghiali. Risutla essere Altamente contagiosa, e spesso letale, per gli animali, mentre non è, invece, trasmissibile agli esseri umani.
Nel 2014 è esplosa un’epidemia di PSA in alcuni Paesi dell’Est della UE. Da allora la malattia si è diffusa in altri Stati Membri, tra cui Belgio e Germania, mentre, in ambito internazionale, è presente in Cina, India, Filippine e in diverse aree del Sud-Est asiatico, raggiungendo anche l’Oceania ed, in particolare, la Papua Nuova Guinea.
In Italia, oltre ai casi segnalati di recente in Sicilia, la malattia è presente soltanto in Sardegna, dove negli ultimi anni si registra un costante, e netto, miglioramento della situazione epidemiologica.
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