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Quando il cane morde: dalla scienza risposta sulle razze più aggressive

© Sputnik . Ilya Naymushin / Vai alla galleria fotograficaUn chihuahua
Un chihuahua - Sputnik Italia, 1920, 22.08.2021
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Secondo i più recenti studi i cani domestici presentano l’innata facoltà di adottare gesti, intonazione e persino singole parole del padrone. Mentre il loro temperamento viene determinato da circostanze esterne, anche molto insolite.

Cave canem

Molto dipende dall’ambiente in cui vive la famiglia umana dove risiede il cane. Ad esempio, il primo cane del padrone o l’unico cane domestico è in media più cattivo e bellicoso degli altri. Questa è la conclusione a cui sono giunti gli scienziati dell’Università di Helsinki i quali hanno analizzato dati relativi a 9.000 animali di 20 specie diverse.
I ricercatori hanno chiesto ad alcuni proprietari di cani finlandesi di rispondere a formulari online che indagavano nello specifico fenomeni quali l’aggressività dei loro amici animali, la maggiore sensibilità ai tumori, le vertigini, ansia durante la lontananza dal padrone e iperattività. Inoltre, i padroni dovevano indicare il sesso, l’età e la razza dei loro animali.
Sulla base di questi dati i ricercatori hanno elaborato un modello statistico e hanno stabilito che la propensione a un comportamento aggressivo è maggiormente legata all’ansia e alla sensibilità ai rumori. È emerso altresì che una forte ostilità verso gli sconosciuti è spesso manifestata da cani che vivono da soli in casa. Invece, se gli animali vivono con altri loro simili, di norma sono più tranquilli e amichevoli.
Inoltre, i cani si sono dimostrati più aggressivi nei confronti dei padroni al loro primo animale domestico. Probabilmente, i padroni più esperti riescono a risolvere i problemi di aggressività in maniera migliore, ritengono gli autori dello studio.
Tra i fattori di maggiore rilevanza i ricercatori indicano anche il sesso, l’età e le dimensioni degli animali. In particolare, sono solitamente più aggressivi i cani anziani, di sesso maschile e di piccola stazza. Quanto alla razza, ad avere un carattere difficile sono i pastori scozzesi a pelo lungo, i barboni nani e gli Schnauzer nani. Invece, i Labrador retriever, i Golden retriever e i cani lapponi finlandesi sono di indole buona.
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È l’età a decidere

Con l’età il comportamento canino può mutare, ritengono i ricercatori americani. Sono importanti anche i rapporti che intercorrono tra animale e padrone.
Gli scienziati dell’Università del Michigan hanno identificato 4 caratteristiche fondamentali: ansia, attività, propensione all’addestramento, aggressività nei confronti di persone e altri animali.
I ricercatori hanno interpellato oltre 1.500 proprietari di cani di diverse razze per indagare il comportamento dei loro animali in diverse situazioni: a casa, durante la passeggiata, in posti affollati. L’età degli animali era compresa tra qualche mese e 15 anni. Sono stati presi in considerazione anche i dati sulla salute dei cani.
I tratti caratteriali erano fortemente legati all’età dell’animale. Ad esempio, i più inclini all’addestramento sono gli esemplari con più di 7,4 anni. Inoltre, i cani più anziani, in particolare di sesso maschile, mordevano con maggiore frequenza.
Gli scienziati hanno prestato attenzione anche all’eventuale legame con il carattere del padrone. In particolare, i cani di padroni estroverti erano più attivi, mentre quelli di persone amichevoli erano più comunicativi. Inoltre, i padroni che ritenevano che i loro animali fossero inclini all’addestramento erano loro solitamente molto legati.

Emozioni per due

Secondo gli scienziati dell’Università di Vienna, i cani attivi e amichevoli appartengono a padroni aperti a nuove esperienze perché riescono a replicare i tratti caratteriali dei padroni. È vero anche il contrario: animali felici e amichevoli riescono ad aiutare il padrone a gestire lo stress.
Hanno preso parte ad alcuni esperimenti 132 padroni e i loro cani di diverse razze. I ricercatori hanno simulato situazioni di stress e poi hanno calcolato negli animali il battito cardiaco, i livello di cortisolo nella saliva (il cortisolo è chiamato “ormone dello stress”) e hanno stimato le reazioni allo stress.
È emerso che in situazioni di difficoltà sia nei cani sia nei padroni si attivano meccanismi di adattamento psicologico reciproco. In altre parole, gli animali replicano la reazione ansiosa dell’uomo e al contempo riducono lo stress dei padroni calmandoli.
Come osservano gli autori dello studio, padroni e cani sono coppie sociali. I cani sono sensibili alla condizione emotiva del padrone e riescono a riflettere le nostre emozioni.
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