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 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Non solo oppio, il tesoro nascosto dell’Afghanistan: minerali e terre rare

© AP Photo / Dar YasinKabul, Afghanistan
Kabul, Afghanistan - Sputnik Italia, 1920, 22.08.2021
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Valgono migliaia di miliardi ed è già scontro di influenze per mettere le mani sui giacimenti, in particolare per i materiali necessario all’alta tecnologia e alla transizione verde: la Cina in prima fila.
La caduta dell’Afghanistan in mano ai Talebani* apre una nuova corsa all’oro.
Se il Paese è noto per le sue piantagioni di oppio, da cui scaturisce un enorme traffico di droga, il potenziale di risorse nascoste è ancora più grande ed è nascosto nel sottosuolo.
Si tratta di 60 milioni di tonnellate di rame, 2,2 milioni di tonnellate di minerale di ferro, 1,4 milioni di tonnellate di terre rare, di oro, argento, zinco, litio e mercurio.
Un tesoro che fa gola a molti. In particolare, le terre rare dell'Afghanistan, un gruppo di 17 elementi chimici tra cui lo scandio, il gadolinio o il lantanio, tutti elementi chiave per produrre beni tecnologici e per la transizione ecologica: si tratta, infatti, di minerali essenziali per realizzare pannelli fotovoltaici e batterie elettriche per le auto.
Si stima che il valore delle terre rare in Afghanistan si aggiri tra 1.000 e 3.000 miliardi di dollari.

La lotta di influenze

Un boccone molto succulento su cui già i Sovietici cercarono di mettere le mani già negli anni Ottanta, seguiti dagli Stati Uniti che fecero stilare un dossier agli esperti di geologica per valutarne il potenziale e adesso si fa avanti la Cina.
Il governo afgano deposto ha firmato nel recente passato un contratto di 30 anni da tre miliardi di dollari con il China Metallurgical Group per il deposito di rame di Mes Aynak. Un primo passo verso possibili nuove intese di sfruttamento.
L’Europa e gli Stati Uniti già dipendono rispettivamente per il 98% e l’80% dalla Cina per la fornitura delle terre rare, la cui estrazione è tutt’altro che ecologica. E questa dipendenza potrebbe ulteriormente aumentare con incremento dei prezzi o un monopolio di fatto.
* organizzazione terroristica vietata in Russia e molti altri Paesi
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