Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

“Dimissioni dopo la vergogna”: l’Afghanistan fa crollare il gradimento di Biden

© REUTERS / JONATHAN ERNSTJoe Biden alla Casa Bianca il giorno della firma dell'ordine esecutivo sul muro del Messico
Joe Biden alla Casa Bianca il giorno della firma dell'ordine esecutivo sul muro del Messico - Sputnik Italia, 1920, 21.08.2021
Seguici su
Dopo che i talebani* hanno preso possesso di Kabul, il presidente americano si è visto sommerso da un’ondata di aspre critiche da parte dei media e di molti politici sia repubblicani sia democratici. Donald Trump chiede persino al capo di Stato di dimettersi. Cerchiamo di capire insieme se è plausibile che Biden si dimetta o meno.

Duro colpo ai sondaggi di gradimento

Il gradimento nei confronti del presidente è crollato al 46%, il valore più basso in assoluto per Biden. Già solo una settimana fa la situazione era migliore, con un 53% (cfr. dati dell’agenzia Reuters e dell’istituto Ipsos).
Dopo il crollo di Kabul Donald Trump, che l’anno scorso a Doha siglò un accordo con i talebani (si prevedeva il ritiro delle truppe entro il primo maggio, ma successivamente vi fu la proroga all’11 settembre), non ha potuto non tenersi per sé la sua opinione. “Ciò che Biden ha fatto con l’Afghanistan è qualcosa di unico. Entrerà nella storia come una delle più grandi sconfitte di sempre. Non penso che gli USA siano mai stati umiliati in questo modo”, ha affermato Trump.
E ne ha approfittato anche per ricordare al presidente in carica altri fallimenti: lo ha criticato per la nuova ondata di COVID-19, per l’incapacità di far fronte all’afflusso di immigrati, per “aver minato la sicurezza energetica del Paese e per la difficile situazione economica”. Trump è convinto del fatto che “Biden dovrebbe dimettersi dopo la vergogna dell’Afghanistan”.
Evidentemente Trump sta accumulando consensi e si comincia a parlare della possibilità di un suo secondo mandato come presidente. Sul tema Trump non si espone e dice soltanto che “rallegrerà gli americani”: “Io amo questo Paese e non mi piace quello che sta succedendo”.
Il presidente Donald Trump - Sputnik Italia, 1920, 18.08.2021
La situazione in Afghanistan
Trump: ritirata dall'Afghanistan la vergogna più grande della storia Usa

“Se n’è lavato le mani”

Biden è oggetto di critiche anche da parte dei giornali e dei canali televisivi a lui leali. Al telegiornale i video dei talebani sorridenti per le strade delle città a loro arresesi vengono alternati alle immagini raffigurati cittadini afghani che tentano di aggrapparsi agli aerei americani in decollo e perdono la vita nel tentativo.
“La sconfitta e la caotica ritirata degli USA dall’Afghanistan costituiscono una catastrofe politica per Biden. E l’incapacità di organizzare il ritiro colpirà duramente sul suo mandato presidenziale e ne pregiudicherà le prospettive future”, sostiene la CNN. Posizione analoga quella di The New York Times: “Che sia giusto o meno, ma Biden entrerà nella storia come quel presidente durante il cui governo l’esperimento americano in Afghanistan è volto a conclusione in maniera umiliante”.
Il quotidiano ritiene che quanto accaduto a Kabul abbia di fatto cancellato qualsivoglia progresso che il governo americano avesse conseguito nei primi 6 mesi dell’anno: ad esempio, la vaccinazione di oltre il 70% della popolazione adulta, la riduzione della disoccupazione, ecc.
The Wall Street Journal si è unito al coro: “Il momento in cui Biden se n’è lavato le mani verrà probabilmente ricordato come una delle più grandi vergogne della leadership americana. Biden ha scaricato la sua responsabilità e di fatto ha invitato i talebani a prendere possesso del Paese”, si legge nell’articolo.
La Casa Bianca riteneva che i talebani avrebbero preso il potere di lì a un anno o più. L’intelligence, però, ha fatto male i calcoli sovrastimando le capacità dell’esercito afghano. Il governo è crollato subito. Gli USA non sono riusciti a portare via nemmeno i cittadini afghani che avevano collaborato con loro.
“Dal mio punto di vista è un completo fiasco”, ha dichiarato Michael McCaul, rappresentante dei repubblicani nella commissione agli affari esteri in seno alla Camera dei Rappresentanti. McCaul ha aggiunto che presto l’Afghanistan ritornerà nella medesima situazione in cui era in passato, ossia “diventerà terreno fertile per il terrorismo”.

No esportazione della democrazia

Biden ha tentato di spiegare agli americani perché hanno ritirato le truppe: “La nostra missione in Afghanistan non ha mai avuto come obiettivo la creazione di una nazione democratica. Il nostro unico e fondamentale interesse a livello nazionale è quello di prevenire gli attacchi terroristici indirizzati verso la nostra patria, l’America”.
Il presidente fa ricadere le responsabilità del crollo di Kabul al governo di Ashraf Ghani e a Donald Trump. Il capo di Stato americano ha osservato, infatti, che gli accordi di Doha con i talebani non sono stati sanciti da un documento eventualmente preposto a disciplinare il cessate il fuoco.
Ad ogni modo, però, lo stesso Biden ha replicato in maniera quasi pedissequa il programma di Trump, lo stesso che tanto criticavano i democratici.
“La retorica secondo cui gli USA non fossero intenzionati a costruire una struttura democratica in Afghanistan contraddice le dichiarazioni del governo Bush junior che diede il via a questa operazione. Gli americani provarono a farlo, ma con il tempo capirono che non sarebbe stato possibile. Non riuscirono a promuovere valori democratici né in Afghanistan né in Iraq. Dunque, oggi Washington sta rivedendo il proprio approccio in materia di politica estera”, osserva Sergey Kislitsyn, collaboratore senior del Centro di studi nordamericano presso l’Istituto nazionale russo di ricerca sull’economia mondiale e le relazioni internazionali dell’Accademia nazionale russa delle Scienze (IMEMO RAN) intitolato a E. M. Primakov.
Gli USA hanno speso in Afghanistan 837 miliardi di dollari per le operazioni militari, 145 miliardi per la ripresa economica del Paese, 9 miliardi per la lotta al narcotraffico, 83 per il sostentamento e l’addestramento di militari e polizia. Oggi, però, le armi americane sono in mano ai talebani.
“Per gli USA è stata una operazione in perdita. E la più lunga della storia. Non va nemmeno comparata al Vietnam perché qui hanno combattuto militari esperti. Gli americani non erano più interessati a continuare perché altrimenti avrebbero tolto risorse da altre attività di politica estera”, sostiene l’americanista.
Anastasia Bunina, collaboratrice junior del Centro di studi nordamericani dell’IMEMO RAN E. M. Primakov concorda con il collega. “La società si è stancata del fatto che i soldati americani svolgano qui e là delle operazioni militari senza che il loro fine ultimo sia chiaro. Ora Biden potrà reindirizzare quelle risorse a beneficio della politica interna. È già riuscito, ad esempio, a far varare la riforma delle infrastrutture”, osserva la politologa.
Al momento però i tassi di gradimento dell’operato di Biden sono inferiori a quelli dei tre precedenti presidenti durante il governo dei quali gli USA combattevano in Afghanistan. Ma gli esperti interpellati da Sputnik sono convinti del fatto che il ritiro delle truppe probabilmente arrecherà un grave danno a Biden e pregiudicherà la sua futura permanenza alla Casa Bianca.
Biden e Draghi - Sputnik Italia, 1920, 21.08.2021
La situazione in Afghanistan
Colloquio telefonico Biden-Draghi: "Pianificare approccio comune sull'Afghanistan"
* organizzazione terroristica vietata in Russia e molti altri Paesi
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала