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Covid-19, Israele estende la terza dose di vaccino agli over 40

© REUTERS / Jon NazcaVaccino Pfizer-BioNTech
Vaccino Pfizer-BioNTech - Sputnik Italia, 1920, 21.08.2021
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Nonostante l'elevata immunizzazione il Paese vive una quarta ondata di contagi che ha spinto il governo a fornire una terza dose di richiamo più di due settimane fa.
In Israele la terza dose di vaccino contro il Covid-19 sarà somministrata alle persone dai 40 anni in su. Il ministero della Salute israeliano ha approvato l'estensione del richiamo per la fascia d'età sotto i cinquant'anni. Lo si apprende dal quotidiano Hareetz.
La somministrazione della terza dose per gli over 60 è iniziata più di due settimane fa. Nel fine settimana la fascia d'età dei destinatari del richiamo è stata estesa ai cinquantenni. Il comitato di vaccinazione ha chiesto un ulteriore abbassamento della fascia d'età fra i 40 e i 49 anni per via dell'aumento delle infezioni.
Il Paese vive una quarta ondata di contagi per la diffusione della variante Delta che ha provocato negli ultimi mesi estivi un aumento dei decessi, quando ormai il Paese sembrava essere definitivamente uscito dall'emergenza sanitari.

L'efficacia del vaccino con la variante Delta

Già a fine febbraio la stragrande maggioranza della popolazione anziana di Israele era stata completamente immunizzata con la doppia dose di vaccino contro il Covid-19. Adesso circa il 78% della popolazione dai 12 anni in su ha completato il ciclo di vaccinazione.
La quarta ondata di infezioni dovute alla diffusione della variante Delta ha provocato l'aumento del tasso giornaliero di nuovi casi confermati di Covid, avvicinando rapidamente il Paese ai livelli dei peggiori giorni della pandemia. Nelle ultime due settimane il tasso giornaliero di nuovi casi è più che raddoppiato.
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Secondo quanto riferisce il New York Times, alcuni esperti temono che l'alto tasso di contagi in Israele tra chi ha ricevuto la vaccinazione in inverno, possa indicare un calo della copertura vaccinale nel tempo. Con la variante Delta il vaccino potrebbe essere meno efficace nel prevenire l'infezione. I dati pubblicati dal Ministero della Salute israeliano a fine luglio hanno suggerito che il vaccino Pfizer era efficace solo per il 39 percento contro la prevenzione del contagio a fine giugno e inizio luglio, rispetto al 95 percento da gennaio a inizio aprile. In entrambi i periodi, tuttavia, il vaccino è stato efficace per oltre il 90% nel prevenire malattie gravi.
Questi dati hanno contribuito alla decisione degli Stati Uniti di iniziare a somministrare la terza dose a partire dal prossimo mese. Viceversa l'Oms ha esortato i Paesi ricchi a non proseguire con la terza dose, ritenendo inaccettabile un ulteriore richiamo mentre i Paesi poveri non sono riusciti neanche a garantire la prima dose alla popolazione.

La situazione in Israele

Più di 1,2 milioni di israeliani hanno ricevuto il terzo colpo; circa 5,4 milioni di israeliani di tutte le età hanno ricevuto il secondo. Secondo i dati diffusi venerdì mattina dal ministero della Salute, giovedì sette pazienti sono morti e 7.692 persone sono state diagnosticate con il virus, 88 delle quali in gravi condizioni, rispetto ai 103 nuovi casi gravi registrati mercoledì.
Attualmente i pazienti in gravi condizioni sono 594, di cui 149 in condizioni critiche e 108 in ventilazione. Ad oggi, 6.759 persone sono morte con COVID.
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