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Rave party in Italia? Li organizzano i francesi perché da loro sono vietati

© Icustodidelcapovaccaio/FacebookRave party al parco nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri nel Lagonegrese
Rave party al parco nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri nel Lagonegrese - Sputnik Italia, 1920, 20.08.2021
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La Francia governa i rave party in Italia e anche quello organizzato in provincia di Viterbo, forse il più grande dell’estate europea, potrebbe essere stato organizzato attraverso un’ampia strategia organizzativa non italiana.
Rave party ben organizzati, e non improvvisati, ad un livello internazionale.

Secondo la Repubblica, infatti, il primo raduno è stato tentato a Nizza lo scorso 19 giugno ma senza successo perché respinti dalla gendarmeria francese, quindi il ripiego in Italia dove non esistono leggi ad hoc e dove le autorità locali si fanno trovare più impreparate nell’intervenire rapidamente in questo tipo di situazioni.

Vi hanno quindi provato prima in provincia di Brescia ma per mancanza di partecipanti è stato un flop, ed in seguito Pisa ad inizio luglio che invece si è rivelato un rave party riuscito. Infine il rave party sul Lago di Mezzano dove un ragazzo di 24 anni ha perso la vita nelle acque del lago per cause rimaste ignote.

L’internazionale dei rave party

Una internazionale dei rave party a guida francese che si muove attraverso i canali Telegram per organizzare e informare gli amanti del genere dove si svolgerà il prossimo.
L’evidenza che le cose stanno così giunge proprio dal rave party di Viterbo, dove la Questura ha dovuto parlare con 8 gruppi di “portavoce” per mandarli via, e la maggioranza dei gruppi era francese.
Lo stesso volantino che annunciava il “game over” del rave party laziale e diffuso tra i presenti è stato ciclostilato in italiano e in francese.

Perché l’Italia?

La Repubblica fa presente che una sentenza della Cassazione, massimo organo della magistratura in Italia, ha sentenziato che una festa abusiva non è perseguibile.
Ti possono sgomberare, ma non puoi essere punito per aver organizzato la festa al massimo per altri reati o trasgressioni normative.
In Francia invece no, lì se ti individuano come organizzatore vieni condannato. Ed è successo a Marigny, nella lontana Normandia, dove sono stati condannati in 4. In Provenza, invece, nel 2018 finirono a processo in 11.
Meglio organizzare i rave party in Italia, quindi, dove nessuna legge ti punisce e la polizia ti invita gentilmente ad andare via.
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