Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a
 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Ass. Rivoluzionaria Donne Afghane denuncia i rischi per i diritti con la vittoria dei talebani

© AFP 2021 / AREF KARIMI Una donna indossa il burqa
Una donna indossa il burqa - Sputnik Italia, 1920, 20.08.2021
Seguici su
Sebbene i talebani* abbiano, genericamente, promesso il rispetto dei diritti delle donne (secondo le norme della legge islamica), la RAWA, Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afghane, mette in guardia la comunità internazionale, ricordando cosa gli integralisti siano stati capaci di imporre in passato alle donne.
Con il ritorno al potere dei talebani in Afghanistan, la comunità internazionale ha espresso preoccupazione per la possibile violazione dei diritti umani della popolazione civile, in particolare di donne e bambini.
Durante una conferenza stampa, il 17 agosto, il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha promesso, senza entrare però nei dettagli, che i talebani rispetteranno i diritti delle donne secondo le norme della legge islamica. Inoltre, ha osservato che i talebani starebbero già incoraggiando le donne a tornare al lavoro e le ragazze a tornare a scuola.
Tuttavia, nonostante queste promesse, molti analisti e organizzazioni a favore dei diritti delle donne in Afghanistan temono che la situazione in realtà diventerà sempre più difficile.
Alcuni gruppi, in particolare l'Associazione rivoluzionaria delle donne afghane (RAWA), hanno espresso perplessità molto serie visti i precedenti.
La RAWA è un'organizzazione di donne, con sede a Quetta, in Pakistan, che promuove i diritti delle donne, fondata nel 1977 da Meena Keshwar Kamal, un’attivista afghana assassinata nel febbraio 1987 per le sue attività politiche.
Il gruppo si è nel tempo opposto sia al governo afghano, supportato dai sovietici, sia al governo dei Mujahideen, e i successivi islamisti, sia all’intervento NATO, giudicato troppo caro in termini di vite umane civili.
Nella sua lunga esperienza, il movimento ha collezionato, e si è annotato, tutta una serie di divieti imposti durante i periodi di governo delle forze integraliste.
Al fine di rendere chiari quali siano i veri rischi per la popolazione, al di là delle dichiarazioni di facciata, la RAWA ha pubblicato un lungo elenco di imposizioni, per altro incompleto, degli anni di governo isalmista.

L’elenco pubblicato nel loro sito ufficiale:

1.
Divieto assoluto di lavoro femminile fuori casa, che vale anche per insegnanti, ingegneri e altre professioniste. Solo poche dottoresse e infermiere possono lavorare in alcuni ospedali di Kabul.
2.
Divieto assoluto di qualsiasi tipo di attività delle donne fuori casa, se non accompagnate dal loro mahram (parente uomo stretto, come padre, fratello o marito).
3.
Divieto alle donne di concludere accordi con commercianti uomini.
4.
Divieto alle donne di essere curate da medici di sesso maschile.
5.
Divieto alle donne di studiare nelle scuole, nelle università o in qualsiasi altra istituzione educativa (i talebani hanno trasformato le scuole femminili in seminari religiosi).
6.
Obbligo per le donne di indossare il burqa, che le copra dalla testa ai piedi.
7.
Frustate, percosse e abusi verbali contro le donne che non si vestono secondo le regole dei talebani o contro le donne che non sono accompagnate dal loro mahram.
8.
Frustate in pubblico contro le donne che non nascondono le caviglie.
9.
Lapidazione pubblica di donne accusate di aver fatto sesso al di fuori del matrimonio.
10.
Divieto di uso di cosmetici (molte donne con le unghie dipinte, in passato, hanno subito l'amputazione delle dita).
11.
Divieto alle donne di parlare o stringere la mano a uomini diversi dal Mahram.
12.
Divieto alle donne di ridere ad alta voce (nessun estraneo dovrebbe sentire la voce di una donna).
13.
Alle donne è stato vietato persino di indossare scarpe con i tacchi, perché possono produrre rumore quando camminano e un uomo non dovrebbe sentire i passi di una donna.
14.
Divieto alle donne di guidare l'auto senza il loro mahram.
15.
Divieto alle donne di essere presenti alla radio, alla televisione o ad incontri pubblici di qualsiasi tipo.
16.
Divieto alle donne di praticare sport o di entrare in qualsiasi centro sportivo o club.
17.
Divieto alle donne di andare in bicicletta o in moto, anche con i loro mahram.
18.
Divieto alle donne di indossare abiti dai colori vivaci. In termini talebani, questi sono "colori sessualmente attraenti".
19.
Divieto alle donne di riunirsi in occasione di festività per scopi ricreativi.
20.
Divieto alle donne di lavare i panni nei fiumi o nelle piazze pubbliche.
21.
Modifica dell'intera nomenclatura di strade e piazze che include la parola donna. Ad esempio, il giardino delle donne venne rinominato il giardino della primavera.
22.
Divieto alle donne di affacciarsi sui balconi dei propri appartamenti o case.
23.
Opacità obbligatoria di tutte le finestre, in modo che le donne non possano essere viste dall'esterno delle loro case.
24.
Divieto ai sarti di misurare le donne e cucire abiti femminili.
25.
Divieto di accesso delle donne ai bagni pubblici.
26.
Divieto a donne e uomini di viaggiare sullo stesso autobus. Gli autobus sono stati divisi in "solo uomini" o "solo donne".
27.
Divieto di pantaloni a zampa, anche se indossati sotto il burqa.
28.
Divieto di fotografare o filmare donne.
29.
Divieto di immagini di donne stampate su riviste e libri, o appese ai muri di case e negozi.

Oltre alle suddette restrizioni sulle donne, i talebani imposero anche:

Divieto di ascolto della musica, non solo alle donne ma anche agli uomini.
Proibizione di visione di film, televisione e video a tutti.
Proibizione di celebrare il capodanno tradizionale (Nowroz) il 21 marzo. I talebani proclamarono che la festa fosse pagana.
Sconfessione della Giornata internazionale del lavoro (1 maggio), perché era stata etichettata come una festa "comunista".
Ordine che chiunque avesse un nome non islamico lo cambiasse.
I giovani afghani sono costretti a radersi i capelli.
Ordine agli uomini di indossare abiti islamici e copricapi.
Ordine agli uomini di farsi crescere la barba almeno una spanna sotto il mento.
Ordine che tutti partecipino alle preghiere nelle moschee cinque volte al giorno.
Proibizione dell'allevamento dei piccioni e dell'addestramento degli uccelli, poiché sono descritti come attività non islamiche. Coloro che violavano questa regola potevano essere imprigionati e gli uccelli soppressi. Anche il volo degli aquiloni era stato vietato.
Obbligo per tutti gli spettatori, quando vogliono fare tifo sportivo, di cantare Allah u Akbar (Dio è grande) e applaudire.
E questo non è neppure tutto, conclude la pubblicazione sul sito della RAWA.
*Organizzazione terroristica estremista illegale in Russia e in altri paesi
Profugo afghano - Sputnik Italia, 1920, 19.08.2021
La situazione in Afghanistan
I rifugiati afghani in Turchia: "i talebani ci uccideranno se torneremo in patria"
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала