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In Toscana i prof no-vax cercano escamotage per salvare la cattedra

© AP Photo / Alessandra TarantinoLezione in una delle scuole a Roma dopo la riapertura, Italia
Lezione in una delle scuole a Roma dopo la riapertura, Italia - Sputnik Italia, 1920, 20.08.2021
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Al momento in Toscana il 19% del corpo docente ha scelto di non vaccinarsi contro il Covid, nonostante sia obbligatorio il green pass per poter entrare a scuola e insegnare.
Con la riapertura delle scuole sempre più vicina, mancano ormai poco più di 3 settimane, 18mila docenti su 96mila, pari a circa il 19% non hanno ricevuto per scelta nemmeno una dose del siero anti-Covid. La percentuale dei prof "no-vax" è più alta rispetto alle stime della Regione.
Tuttavia i numeri degli insegnanti che dicono no al vaccino contro il coronavirus potrebbero cambiare in extremis, dal momento che è obbligatorio il green pass per poter entrare a scuola e insegnare, in base alle misure varate dal Governo. Se un prof risulta assente per 5 giorni perché non in possesso del green pass scatta la sospensione dello stipendio.
La "certificazione verde" può essere ottenuta non solo con la somministrazione del vaccino, ma anche dimostrando l'avvenuta guarigione dal Covid da non più di sei mesi o risultando negativi ad un tampone, anche se in questo caso il green pass vale solo 48 ore.
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Per questo anche i docenti "no-vax" più oltranzisti sono alla ricerca di scappatoie (legali) e economicamente vantaggiose per evitare l'inoculazione, anche se negli ultimi giorni una circolare del ministero dell'Istruzione ha chiarito che i tamponi saranno gratuiti solo per il personale "fragile", pertanto i prof che cercano di cavarsela con i test ogni 48 ore dovranno mettere mano al proprio portafogli.
Qualcuno potrebbe cambiare idea e farsi vaccinare, altri potrebbero lasciare la cattedra, scrive Repubblica, con riferimento alle testimonianze di alcuni docenti no-vax. Qualcuno è pronto a tutto pur di non cedere al "ricatto".

"È un ricatto. Trovo che questa decisione da parte del governo sia devastante, anche perché la si è presa solo sulla pelle di noi insegnanti. Ci siamo impegnati al massimo rispettando i protocolli ed è stato dimostrato che le classi non sono luoghi dove si trasmette il contagio. Non farò il vaccino e andrò avanti in questa battaglia con tutti gli strumenti a disposizione", dice una prof intervistata da Repubblica.

Proprio in Toscana si è saputo ieri del ricorso dei medici e personale sanitario riluttante alla vaccinazione al Tar.
Molto prima avevano fatto ricorso al Tar, contro l'obbligo vaccinale, gli operatori sanitari e i medici di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova. Nel loro ricorso sostenevano che non si trattasse di un'azione no-vax, ma di "una battaglia democratica" per "evitare ad una persona di correre un rischio (reazione avversa del vaccino - ndr) per svolgere la professione".
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