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In arrivo la manovra economica Draghi-Franco, ecco cosa conterrà

© Foto : Filippo Attilill Presidente del Consiglio Mario Draghi e i Ministri Daniele Franco (Economia e finanze) e Andrea Orlando (Lavoro e politiche sociali) illustrano in conferenza stampa il Decreto Sostegni, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio.
ll Presidente del Consiglio Mario Draghi e i Ministri Daniele Franco (Economia e finanze) e Andrea Orlando (Lavoro e politiche sociali) illustrano in conferenza stampa il Decreto Sostegni, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio. - Sputnik Italia, 1920, 20.08.2021
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Sarà la prima manovra economica “dell’era” Mario Draghi e il presidente del Consiglio, ex numero uno dell’Eurotower, la sta preparando insieme al ministro dell’Economia Daniele Franco.
Cosa conterrà la manovra economica 2022 di Draghi e Franco? Ebbene, alcuni temi economici sono scontati: riforma del fisco, ammortizzatori sociali e pensioni. Ed ancora il prolungamento del superbonus 110% fino al 2023 come misura per ammodernare il patrimonio edilizio in chiave ecologica (pienamente in linea con il Pnrr).
La manovra Draghi secondol’Economia del Corriere, parte da un budget di 4 o 5 miliardi di euro, anche se le richieste dell’ampio insieme di partiti potrebbe da subito farla salire a 15 – 20 miliardi. Tuttavia, l’Italia ha da fare i conti con il debito pubblico schizzato a record incredibili, non c’è quindi così tanto margine per altre misure a debito.

La riforma delle pensioni

C’è da superare “Quota 100” per quanto riguarda il tema delle pensioni, la formula voluta dalla Lega non ha portato ai risultati sperati: pochi quelli che sono andati in pensione, nulle le assunzioni legate alle uscite.
Ma le parti sociali e il governo sono su posizioni molto distanti e il Ministero del Lavoro non ha che effettuato due incontri preliminari sul tema. Sicuramente si accelererà a settembre, ma è anche possibile che la misura resti con solo quale accorgimento qua e là per non scontentare la Lega.

Ammortizzatori sociali

Questa volta le pensioni dovranno un po’ sacrificarsi (ancora?), perché il grosso delle risorse dovrà essere spostato sugli ammortizzatori sociali.
È in fase avanzata il testo della riforma della cassa integrazione, che parte dallo schema del ministro Andrea Orlando. Uno schema condiviso anche con le parti sociali.
Si pensa di estendere anche alle categorie prima non rientranti, la possibilità di accedere alla cassa integrazione. Un po’ come è stato fatto in emergenza durante i mesi più duri della pandemia.
Resta il tema di chi dovrà pagare la cig alle categorie che prima non la prevedevano. Confindustria ha chiesto di non caricare gli imprenditori anche di questo costo.

Riforma fiscale

Sulla riforma fiscale ogni partito dice la sua. Poche le certezze, se non che, per ridurre le tasse, bisognerà fare altro debito da addebitare alle future generazioni.
Sul reddito delle persone fisiche si pensa a come ridurre il salto dall'aliquota Irpef del 27% a quella del 38%. C’è chi ne vorrebbe introdurre una intermedia, chi vorrebbe spostare i limiti di reddito e chi le aliquote le vorrebbe invece ridurre di numero e, poi, c’è l’ipotesi di aliquota continua alla tedesca, molto cara alla sinistra.
Altri partiti, invece, pensano all’Irap da abolire ai professionisti e alle ditte individuali, assorbendo parte dell’imposta nell’Ires.
Nessuno parla più di flat tax e questo può significare solo che l’ipotesi di introdurre una tassazione unica e scaglionata che abolisce le mille voci e ne introduce una sola, sia per i redditi delle persone fisiche che delle partite Iva, non appartiene agli orizzonti di questo governo.
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