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Covid, anestesisti confermano, in terapia intensiva 90% non è vaccinato

© Sputnik . Pavel L'vov / Vai alla galleria fotograficaUnità di terapia intensiva
Unità di terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 20.08.2021
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Chi sono quelli che vanno in terapia intensiva con il Covid-19? Anche gli anestesisti che le terapie intensive degli ospedali le frequentano tutti i giorni, confermano che la maggior parte dei pazienti sono persone non vaccinate.
A spiegare come stanno le cose Alessandro Vergallo, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri parlando con l’Adnkronos Salute.
“Nelle nostre rianimazioni ben oltre il 90% dei ricoverati non è vaccinato. E questo a dispetto di chi sostiene la scarsa efficacia del vaccino sulla variante, laddove i dati anche in Italia depongono per una diffusione di questa variante che si aggira intorno all'85-90%”.
L’intensivista spiega che tra i pazienti affetti da Covid-19 presenti nelle terapie intensive, ci sono anche persone vaccinate ma si tratta prevalentemente di persone di età avanzata e con pluripatologie pregresse.
Quello che preoccupa Vergallo è il fatto che larghissima parte dei non vaccinati presenti in terapia intensiva e/o in rianimazione, hanno meno di 50 anni.
Questa situazione che proviene dagli ospedali, fotografa la situazione del paese in cui c’è una fascia anagrafica “refrattaria a capire le ragioni del vaccino”.

Numeri in lieve aumento

Il medico rileva anche un numero in lieve aumento ma costante delle persone che accedono alla terapia intensiva.
Ciò accade perché le misure di contenimento della pandemia sono cambiate, la movimentazione delle persone è ripartita e il distanziamento fisico si è ridotto sensibilmente.
Altri strumenti governano la socialità, come il green pass e questo aumenta il numero di ricoverati per maggiori contatti.
E dal momento che in futuro non ci saranno nuove chiusure, anche se sono stati previsti dei nuovi parametri che possono comunque portare alla riduzione della mobilità, riflette il presidente degli anestesisti italiani, bisognerà per questo intensificare e completare la campagna vaccinale.
“Sulla base degli indicatori di quest'anno rispetto al 2020 noi abbiamo un numero di posti occupati di terapia intensiva maggiore, questo vorrà dire che sicuramente in autunno avremo un ulteriore aumento dei casi, complici i fattori climatici”, ma c’è fiducia nella campagna vaccinale.
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