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 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Quanto ha speso l’Italia in Afghanistan?

© Foto : Esercito ItalianoEsercito Italiano, missione in Afghanistan
Esercito Italiano, missione in Afghanistan - Sputnik Italia, 1920, 19.08.2021
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Prosegue il caos in Afghanistan dopo la presa del potere da parte dei talebani, migliaia di civili si accalcano attorno all’aeroporto di Kabul nel tentativo di fuggire dal Paese. In pochi giorni i talebani hanno spazzato via decenni di missioni e soldi occidentali. L’Italia in 20 anni ha speso quasi 9 miliardi di euro.
Prosegue il caos in Afghanistan dopo la presa del potere da parte dei talebani*, migliaia di civili si accalcano attorno di Kabul nel tentativo di fuggire dal Paese. In pochi giorni i talebani hanno spazzato via decenni di missioni e soldi occidentali. L’Italia in 20 anni ha speso quasi 9 miliardi di euro.
L’osservatorio sulle spese militari italiane Milex ha calcolato la spesa complessiva della presenza italiana in Afghanistan: la missione ha comportato l’esborso di 8,7 miliardi di euro, una parte delle risorse è stata destinata direttamente alle forze armate afghane, le stesse forze che sono crollate quasi immediatamente dopo l’avvento dei talebani.
Il conto per l’Italia della fallimentare missione militare in Afghanistan? 54 vite e miliardi di euro spesi in un Paese ancora più fragile in seguito agli interventi occidentali. Sputnik Italia ha raggiunto per un approfondimento Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo e curatore del rapporto Milex.
— Francesco Vignarca, quanto e come ha speso l’Italia in Afghanistan in questi 20 anni?
Noi come osservatorio Milex in questi ultimi anni abbiamo dedicato alcuni approfondimenti e report sulla questione dell’Afghanistan. Ogni anno il Parlamento vota e conferma le richieste da parte del governo in merito alle missioni all’estero, ogni anno abbiamo nuovi dati da poter aggiornare. Nel corso di luglio il Parlamento ha confermato le richieste del governo.
Dal 2001 in poi complessivamente tutta la presenza militare italiana in Afghanistan è costata 8,7 miliardi di euro, con stanziamenti diretti di quasi 7 miliardi. Poi vi sono stati costi extra di quasi 1 miliardo. Noi abbiamo le valutazioni di quella che è la singola missione, poi c’è una serie di funzioni trasversali alle missioni: trasporti, logistica, presenza dell’intelligence militare e via dicendo. Quei costi li abbiamo ripartiti in maniera proporzionale considerando che in Afghanistan è la missione principale che l’Italia ha seguito negli ultimi 20 anni.
L’elemento preoccupante che abbiamo sottolineato in queste ore è che dal 2015 in poi l’Italia ha versato 120 milioni di euro all’anno come sostegno alle forze afghane, una scelta che gli Stati Uniti hanno preso già da prima. Si è trattato di un pagamento esterno diretto che non incide sul dispiegamento dei nostri militari, ma è un sostegno, una sorta di “assegno” che veniva consegnato alle forze armate afghane. Sono stati spesi così 840 milioni di euro. Tanti soldi per un esercito che, come abbiamo visto negli ultimi giorni, si è sbriciolato subito dopo l’attacco dei talebani.
American servicemen prepare to board a military aircraft bound for Afghanistan in Manas airport in Kyrgyzstan in 2011. - Sputnik Italia, 1920, 19.08.2021
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— Abbiamo visto, infatti, come in una decina di giorni i talebani hanno spazzato via 20 anni di sforzi e soldi occidentali.
E noi questa cosa l’avevamo già sottolineata anni fa: moltissimi sostegni diretti, anche come gli armamenti, poi scomparivano. In realtà quello che veniva decantato come esercito afghano era una serie di gruppi armati di potenti locali che cercavano di portare a casa più soldi e armi possibili. Spesso dichiaravano più effettivi di quelli che erano in loro possesso per farsi consegnare più armi e più risorse, ma il sistema era molto corrotto e debole.
La stessa situazione l’abbiamo già vista in Iraq: per anni abbiamo addestrato l’esercito iracheno che dopo i primi attacchi di Daesh è subito crollato. Abbiamo replicato in Afghanistan un modello di sostegno esterno fallimentare. Era un modello che portava un sacco di soldi nel Paese e che veniva sfruttato da chi voleva arricchirsi da questa situazione. La preoccupazione non riguarda solo ciò che sta avvenendo in Afghanistan, ma riguarda un sistema sbagliato nell’approccio e che noi stiamo cercando di adottare anche in Libia. Non c’è bastato l’errore in Iraq, non è bastato quello in Afghanistan, ora stiamo replicando lo stesso modello anche in un’altra situazione più preoccupante perché più vicina a noi, ovvero la Libia.
Американские солдаты в аэропорту Кабула  - Sputnik Italia, 1920, 16.08.2021
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— Questo modello e la fuga occidentale che vediamo oggi dall’Afghanistan che cosa rappresentano, che cosa ci dicono?
Ci dicono che avevamo ragione noi pacifisti disarmisti venti anni fa quando sottolineavamo che la lotta al terrorismo non poteva essere condotta in questa maniera, perché il terrorismo non è uno Stato che puoi affrontare con i mezzi normali. Non è vero che il terrorismo si annida in un solo Paese com’era l’Afghanistan. Qualsiasi fosse l’obiettivo, la lotta al terrorismo o la lotta ai talebani, non era quello militare il sistema risolutivo. L’Afghanistan viene definito da secoli “la tomba degli imperi”, lì ci hanno sbattuto le corna sia l’impero britannico, poi l’Unione sovietica e poi la NATO e gli Stati Uniti che la comandano.
Per fare evolvere positivamente un Paese bisogna investire sulla società civile, sugli aspetti democratici, sul rafforzamento delle strutture, sulla scuola, sulla sanità. Non è certo bombardando che noi possiamo portare pace e risolvere i problemi. Mi stupisce una certa narrativa in queste ore dei media italiani, che scoprono l’Afghanistan oggi come se il problema fosse nato solo adesso. È un problema oggi per le donne, per chi ha collaborato con gli occidentali, ma non possiamo accorgercene quando tocca a noi. L’Afghanistan era un posto terribile anche un mese, tre, sei mesi fa. Era un posto in cui negli ultimi 5 anni il 40% delle vittime dei bombardamenti erano bambini.
Sicuramente l’avvento dei talebani desta preoccupazione per tutta una serie di possibili derive fondamentaliste, ma non stavamo parlando del paradiso in terra. Il tutto viene dipinto come un cambio improvviso, inaspettato. L’Afghanistan aveva già grossi problemi che non sono stati risolti con l’intervento militare occidentale, anzi sono stati peggiorati.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
*Organizzazione terroristica estremista illegale in Russia ed altri stati.
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