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L'Unione Europea fa pressione sul Ddl Zan, la stoccata all'Italia: "Legge bloccata per mesi"

© Thierry ROGELa bandiera arcobaleno a Strasburgo, sulla facciata del quartier generale del Parlamento Europeo
La bandiera arcobaleno a Strasburgo, sulla facciata del quartier generale del Parlamento Europeo - Sputnik Italia, 1920, 19.08.2021
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La commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatović, critica lo stallo sul Ddl Zan: "I discorsi di odio contro le persone Lgbt non sono protetti dalla libertà di pensiero o di espressione".
Prima il Vaticano, ora l’Ue. Anche Bruxelles entra nel dibattito sul Ddl Zan, il disegno di legge contro l’omotransfobia, la cui discussione al Senato è stata rinviata a settembre, dopo il tentativo fallito di mediazione tra i partiti di maggioranza sui punti più controversi del testo approvato alla Camera dei Deputati.
In questo caso, però, i rilievi sono diametralmente opposti a quelli fatti a suo tempo Oltretevere. Nello specifico è la Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatović, in un commento dal titolo “Orgoglio contro indegnità: la manipolazione politica dell'omofobia e della transfobia in Europa”, pubblicato sul portale dell’organismo che presiede, ad accusare il nostro Paese di ritardare l’approvazione della legge promossa dal deputato Dem Alessandro Zan.

“In Italia, un disegno di legge che assicura che l’orientamento sessuale e l’identità di genere vengano menzionati, insieme ad altri argomenti, in una legge che proibisce i reati di odio è stato bloccato per mesi”, denuncia la commissaria.

“I critici sostengono che metta in pericolo la libertà di espressione e di pensiero. Ma, come stabilisce chiaramente la Corte europea per i diritti umani, i discorsi di odio contro le persone Lgbt – si legge ancora nell’intervento – non sono protetti dalla libertà di pensiero o di espressione, e neanche dalla libertà di religione”.
“Il tema della manipolazione politica dell’omotransfobia in Europa – scrive ancora la commissaria – deve essere affrontato senza ulteriore ritardo”.
La presa di posizione è stata subito rilanciata dal padrino del Ddl, Alessandro Zan, che su Twitter rivendica: “La Commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa Dunja Mijatovic difende il ddl Zan proprio perché tutela 'orientamento sessuale' e 'identità di genere', condannando chi lo sta ostacolando da mesi e dividendo l'Europa in due: Stati avanzati e arretrati”. “Dove vogliamo stare?", si domanda Zan in conclusione.
“È esattamente indegno – rilancia poi in un post su Facebook - che qualcuno ancora ostacoli una norma di civiltà per puro calcolo politico”.
Nel frattempo, a far discutere a casa nostra è anche il caso di un insegnante di religione, Piergiorgio Dellagiulia, che è stato trasferito dalla sua scuola di Bra, in provincia di Cuneo, in un altro istituto, a Torino, per aver pubblicato su Facebook alcuni post contro il Ddl Zan. La vicenda, come si legge sul Giornale.it, è stata denunciata da Fratelli d’Italia, che ha annunciato di aver presentato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.
Proprio i post critici sul Ddl contro l’omofobia, secondo la versione del professore, avrebbero creato tensioni e malumori, spingendo i vertici della scuola ad optare per il trasferimento.
Bandiera UE - Sputnik Italia, 1920, 09.08.2021
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