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Da venerdì l'Ue riconoscerà i green pass di Ucraina, Turchia e Macedonia del Nord

© AFP 2021 / Eric LalmandGreen Pass
Green Pass - Sputnik Italia, 1920, 19.08.2021
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A partire dalla giornata di domani, la Ue riconoscerà i certificati Covid rilasciati in Ucraina, Turchia e Macedonia del Nord, riferisce la Commissione Europea.
"La Commissione ha adottato oggi tre decisioni sull'equipollenza dei certificati vaccinali per Macedonia del Nord, Turchia e Ucraina. Ciò significa che i Paesi saranno collegati al sistema dell'UE e che i certificati Covid rilasciati da Macedonia del Nord, Turchia e Ucraina saranno accettati nella Ue, a partire da domani, con le stesse condizioni dei certificati digitali verdi della Ue (green pass - ndr.)", si afferma in un comunicato stampa della Commissione Europea.
In precedenza, il capo della diplomazia russa Sergey Lavrov aveva riferito che proseguono i negoziati con Bruxelles per il riconoscimento reciproco dei certificati vaccinali sul Covid. Lavrov ha chiarito che i negoziati con le autorità europee sono condotti dai rappresentanti del ministero della Salute e del ministero degli Esteri della Federazione Russa.

Normativa sulla validità dei green pass emessi da Paesi extra-Ue

Nell'Unione Europea, dal 1° luglio, è in vigore un sistema di certificati Covid (green pass), che vengono rilasciati alle persone vaccinate o che sono guarite dalla malattia, nonché a coloro che hanno mostrato un risultato negativo al tampone. La normativa consente alla Commissione Europea di riconoscere l'equipollenza di documenti emessi in altri Paesi, senza però approvare in automatico i vaccini in essi indicati.
Ad agosto, Bruxelles ha deciso di accettare i certificati vaccinali rilasciati a San Marino, dove è stato ampiamente usato, durante la campagna di vaccinazione, il siero russo anti-Covid Sputnik V. Allo stesso tempo, il preparato del Centro Gamaleya non è ancora stato registrato nei Paesi Ue: il farmaco, da marzo, si trova in fase di revisione ciclica da parte dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema). La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha affermato che i fornitori russi non hanno ancora presentato "dati sufficientemente affidabili sulla sicurezza", sebbene Mosca affermi che tutti i documenti siano già a disposizione dell'Ema.
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