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"Vogliono arricchirsi con i vaccini". Il Bmj denuncia "l'apartheid vaccinale"

© REUTERS / PASCAL ROSSIGNOLVaccino Moderna
Vaccino Moderna - Sputnik Italia, 1920, 18.08.2021
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In un lungo editoriale pubblicato sulla rivista scientifica viene denunciato come i 50 Paesi più poveri hanno ricevuto soltanto il 2 per cento delle dosi: "Arricchirsi con la pandemia è una violazione dei diritti umani".
“La diffusione globale dei vaccini anti-Covid si basa sul potere, sul vantaggio del primo arrivato e sulla capacità di spendere. Questo scandalo morale equivale a un crimine contro l'umanità”. È la denuncia contenuta in un editoriale firmato da Fatima Hassan, direttore del British Medical Journal, assieme a Gavin Yamey, professore di Salute globale e Kamran Abbasi, caporedattore della stessa rivista scientifica.

L’intervento è una critica alle case farmaceutiche come Pfizer, Moderna e AstraZeneca, accusate di “lucrare” sulla pandemia, e ai Paesi industrializzati che si sono accaparrati milioni di dosi di vaccino senza pensare alle nazioni più povere.

“Le case farmaceutiche e le nazioni ricche stanno creando un racket mortale sui vaccini anti-Covid”, denunciano gli esperti elencando i dati che mostrano la sproporzione nella disponibilità di vaccini. “Le 50 nazioni più povere al mondo, in cui vive il 20 per cento della popolazione mondiale, hanno ricevuto soltanto il 2 per cento delle dosi di vaccino. Il mondo ricco – si legge nel testo – dovrebbe vergognarsi”.
Il Canada, ad esempio, ha acquistato dosi per cinque volte la propria popolazione. Lo stesso ha fatto il Regno Unito, accaparrandosene per quattro volte il proprio fabbisogno. Gli analisti, quindi, prevedono che per la fine del 2021, i 30 Paesi più ricchi al mondo possiederanno “un miliardo di dosi inutilizzate”, mentre quelli più poveri probabilmente ancora non ne avranno ricevute a sufficienza.
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Il Bmj accusa poi le case farmaceutiche di volersi arricchire con il vaccino anti-Covid. “Nei primi tre mesi del 2021 – si legge ancora nell’editoriale – il vaccino Pfizer ha fruttato 3,5 miliardi di dollari e utili per centinaia di milioni. Anche altre aziende stanno facendo profitti enormi. Moderna, che ha ricevuto finanziamenti pubblici per sviluppare il suo vaccino anti-Covid, guadagnerà miliardi di dollari dalle vendite. Anche AstraZeneca, con il suo modello “no-profit”, riceverà miliardi in utili e sarà libera di alzare il prezzo del vaccine una volta che considererà finita la pandemia”.
Gli analisti accusano quindi le case farmaceutiche di spingere per la somministrazione delle terze dosi nei Paesi sviluppati proprio per aumentare i profitti, nonostante l’Oms sia contraria e chieda di inviare, in alternativa, queste dosi agli Stati più poveri.

“Arricchirsi con la pandemia, a nostro avviso, è una violazione dei diritti umani”, attaccano ancora gli autori del testo. “Il mercato libero, le aziende mosse dal profitto e basate sulla protezione della proprietà intellettuale, assieme ad una mancanza di volontà politica”, secondo il Bmj, stanno portando "a morti e malattie prevenibili con il vaccino in Africa, Asia ed America Latina".

L’editoriale sottolinea anche il fallimento del Covax, il meccanismo di condivisione dei vaccini lanciato lo scorso anno. Finora, infatti, ha potuto acquistare poche dosi, riuscendo a consegnarne soltanto 163 milioni, a fronte di diversi miliardi di iniezioni necessarie.
La soluzione, per il Bmj, sarebbe quella di superare il sistema dei brevetti e condividere le tecnologie per lo sviluppo dei vaccini con i Paesi in via di sviluppo. Un’iniziativa in questo senso era stata portata avanti da India e Sud Africa, ma senza successo per indisponibilità delle case farmaceutiche.
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Questa strategia, però, secondo gli analisti, alla lunga danneggerà le stesse aziende, visto che “a riempire il vuoto ci saranno le aziende e le organizzazioni politiche di Stati come Russia, India e Cina”.
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