Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Un'analisi chimica rivela la composizione delle rocce di Stonehenge

Stonehenge - Sputnik Italia, 1920, 18.08.2021
Seguici su
Un nuovo studio ha analizzato la composizione chimica delle rocce di Stonehenge per capire come il monumento megalitico nel sud dell’Inghilterra, risalente a oltre 5mila anni fa e famoso in tutto il mondo, sia riuscito a superare perfettamente indenne le prove del tempo.
Il primo esame approfondito di un campione, ottenuto direttamente da uno dei megaliti di Stonehenge, per scoprire la struttura geologica e chimica della pietra, è stato effettuato dai ricercatori dell'Università di Brighton, nel Regno Unito.
Secondo i risultati pubblicati sulla rivista PloS ONE, i Sarsen, le gigantesche pietre che compongono il monumento, sono dei silcrete, cioè pietre generate dall’indurimento del suolo quando sabbia e ghiaia vengono cementate dalla silice disciolta. Si tratta di un materiale duro e resistente, e, benché diverso per origine e natura, appare simile alla quarzite. In particolare, il campione esaminato, proveniente da una pietra chiamata ‘Stone 58’ è composto da particelle di quarzo grandi quanto granelli di sabbia, incollati strettamente tra loro da un "mosaico" ad incastro di cristalli di quarzo, hanno rivelato i ricercatori, utilizzando scansione TC, raggi X, osservazioni al microscopio e tutte le più moderne tecniche di analisi.

“Analisi petrografiche dimostrano che Stone 58 è un silcrete di acque sotterranee altamente indurito, supportato da grani, strutturalmente maturo, comprendente sabbia di quarzo a grana, da fine a media, cementata da escrescenze di quarzo sintassiale otticamente continue. Oltre al quarzo detritico, sono presenti tracce di frammenti di roccia ricca di silice, ossidi/idrossidi di ferro e altri minerali”, si legge nell’abstract dello studio.

"Questo piccolo campione è probabilmente il pezzo di pietra più analizzato, oltre alla roccia lunare", ha aggiunto, in una nota, il capo della ricerca, il professor David Nash.
Il campione, proveniente dalla pietra chiamata Stone 58, venne prelevato durante un progetto di restauro sul sito, realizzato negli anni ’50. La pietra 58, insieme ad altre, era crollata nel gennaio del 1797 e era rimasta a terra fino a che, a causa del progetto di restauro, fu perforata per inserirvici bulloni a scomparsa, in modo tale da poter essere fissata di nuovo al resto dell'installazione megalitica.
Un tagliapietre di nome Robert Phillips ne conservò un campione cilindrico, lungo 90 cm, e lo portò con sé negli Stati Uniti, conservandolo fino al 2018, pochi anni prima della sua morte, quando decise di donarlo ai ricercatori.

"È estremamente raro, come scienziato, avere la possibilità di lavorare su campioni di tale importanza", ha sottolineato Nash. "Stonehenge fa parte di un sito del patrimonio mondiale ed è soggetto alle più severe protezioni legali, quindi sarebbe altamente improbabile che, oggi, accedere a questo tipo di materiale. Ottenere l'accesso al nucleo perforato da Stone 58 è stato una sorta di Santo Graal per la nostra ricerca", ha commentato.

Scavi di Pompei - Sputnik Italia, 1920, 17.08.2021
Scavi di Pompei: trovata una tomba con corpo mummificato, scoperta eccezionale
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала