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Lavrov: proseguono i negoziati con Bruxelles per riconoscimento dei certificati Covid russi nella UE

© Il ministero degli Esteri della Federazione Russa / Vai alla galleria fotograficaIl ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov - Sputnik Italia, 1920, 18.08.2021
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I negoziati con le autorità europee sono condotti dai rappresentanti del ministero della Salute e del ministero degli Esteri della Federazione Russa.
Il ministero della Salute russo, con il sostegno del ministero degli Esteri, sta portando avanti, con l'Unione Europea, contatti professionali sul riconoscimento reciproco dei certificati di vaccinazione, ha affermato il capo del dicastero diplomatico russo Sergey Lavrov.

"Sembra che la volontà politica sia emersa e sia chiara. Si stanno risolvendo alcune questioni tecniche e legali, tra cui la necessità di garantire la protezione dei dati personali, di garantire la compatibilità tecnologica delle procedure", ha affermato durante un incontro con l'Associazione Internazionale Autotrasportatori (ASMAP). Il ministro ha sottolineato che Mosca è aperta ad un dialogo pragmatico e si aspetta che da parte europea non ci saranno ritardi "e sintomi di politicizzazione".

vaccino russo sputnik v - Sputnik Italia, 1920, 04.08.2021
Fondo sovrano russo esprime ottimismo su riconoscimento vaccino Sputnik V da Ema
Nell'Unione Europea, dal 1° luglio, è in vigore un sistema di certificati Covid (green pass), che vengono rilasciati alle persone vaccinate o che sono guarite dalla malattia, nonché a coloro che hanno mostrato un risultato negativo al tampone. La normativa consente alla Commissione Europea di riconoscere l'equipollenza di documenti emessi in altri Paesi, senza però approvare in automatico i vaccini in essi indicati.
Ad agosto, Bruxelles ha deciso di accettare i certificati vaccinali rilasciati a San Marino, dove è stato ampiamente usato, durante la campagna di vaccinazione, il siero russo anti-Covid Sputnik V. Allo stesso tempo, il preparato del Centro Gamaleya non è ancora stato registrato nei Paesi Ue: il farmaco, da marzo, si trova in fase di revisione ciclica da parte dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema). La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha affermato che i fornitori russi non hanno ancora presentato "dati sufficientemente affidabili sulla sicurezza", sebbene Mosca affermi che tutti i documenti siano già a disposizione dell'Ema.
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