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Green pass e processi in tribunale, benvenuti nel limbo giudiziario

© Sputnik . Evgeny UtkinRistorante El Molin di Cavalese
Ristorante El Molin di Cavalese - Sputnik Italia, 1920, 18.08.2021
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Una parte dei cittadini e cittadine italiane potrebbe non essere consapevole del fatto che il green pass è un documento pubblico emesso da un ente pubblico e, come tale, la sua falsificazione costituisce un reato penale.
Quando, quindi, si presenta un falso green pass ad un funzionario di polizia giudiziaria, quale può essere un vigile urbano, un poliziotto o un carabiniere, non scatta soltanto la multa da 400 euro, ma si viene anche denunciati e bisogna affrontare un processo penale.
Anche presentarsi al ristorante con il green pass di un parente o di un amico può far scattare la denuncia, il reato è di sostituzione di persona (articolo 494 del codice penale).
Tuttavia, in alcuni casi, i reati per i quali le persone sono state denunciate sono legati all’articolo 650 del codice penale, che regola la mancata osservanza di provvedimenti legalmente dati dalle autorità, oppure all’articolo 482 del codice penale, che prevede il reato di epidemia colposa.

Poi ci sono i casi complessi

Come spiega il Roma Today, la norma del green pass obbligatorio ha creato una sorta di limbo, di spazio vuoto, dove chi si ritrova a dover far rispettare la norma ci mette anche la sua interpretazione e così manda tutti a processo, anche chi non c’entra nulla.
E sono in particolare i gestori a doversi guardare bene le spalle, perché in molti casi finiscono invischiati nelle furberie dei clienti sprovvisti di green pass validi.
Un caso eclatante riguarda il gestore di un pub che aveva effettuato il controllo all’ingresso del locale e aveva lasciato passare una ragazza, il cui green pass era risultato valido, sebbene, però, non fosse il suo. Sebbene il gestore non potesse saperlo, l’età mostrata dal pass corrispondeva a quella della cliente, un controllo della polizia durante la serata ha mandato a processo anche lui. Questo è successo, però, prima che il Ministero dell’Interno emanasse delle circolari per meglio definire quali siano le specifiche sui documenti.
E se, invece, il gestore si accorge della falsificazione perché è evidente che il green pass non appartiene a chi lo esibisce? Ebbene, se il cliente non vuole saperne di desistere, il gestore è costretto a chiamare le autorità, che denunceranno il cliente, ma dovrà anche partecipare al processo come persona informata sui fatti. Insomma, al gestore toccherà fare da testimone al processo.
Il visitatore presenta un codice QR prima di entrare in un museo - Sputnik Italia, 1920, 10.08.2021
Guida al green pass: chi può controllarci, chi no e quali documenti mostrare
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