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Variante Delta, gli studi che rivelano quanto possono essere contagiosi i vaccinati

© Sputnik . Vitaliy Belousov / Vai alla galleria fotograficaVaccinazione con Sputnik V
Vaccinazione con Sputnik V - Sputnik Italia, 1920, 17.08.2021
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La rivista Nature ha raccolto una serie di analisi sulla carica virale e la capacità di diffondere il virus dei vaccinati contagiati con la variante Delta.
A lanciare l’allarme per primo è stato il super-virologo statunitense Anthony Fauci, chiarendo come i non vaccinati potessero trasmettere il virus alla stregua di quelli che non hanno ricevuto neppure un’iniezione.
Poi ci aveva pensato il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, a rassicurare sul fatto che, in Italia, la percentuale dei soggetti immunizzati capaci di diffondere il Covid fosse soltanto del 12 per cento, mentre uno studio del Bambin Gesù di Roma aveva rilevato come la capacità di infettare dei non vaccinati durerebbe al massimo 72 ore.
Negli ultimi mesi, però, da una parte e dall’altra dell’Atlantico, sono stati in molti ad interrogarsi sulla questione della contagiosità dei vaccinati, e in particolare di quelli che si infettano con la variante Delta.
Le conclusioni delle ricerche effettuate finora sono state messe insieme dalla rivista Nature, che ha fatto il punto della situazione confrontando una serie di studi effettuati negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e a Singapore.
In sintesi, come riferisce l’Adkronos, i vaccinati sono contagiosi alla stregua dei non vaccinati e questo vale ancora di più con la variante Delta. La mutazione del Covid scoperta in India, infatti, sarebbe alla base della maggior parte delle cosiddette “breakthrough infections”, e cioè di quei contagi che avvengono nonostante lo scudo del vaccino.
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Secondo i virologi dell’Università americana di Wisconsin-Madison, anche chi è stato immunizzato, quindi, può essere portatore di “livelli davvero elevati di virus e può inconsapevolmente diffondere il virus ad altri", anche se non è ancora chiaro in che percentuale questo incida a livello di trasmissione comunitaria.
Anche uno studio svolto a Provincetown, Massachusetts, ha evidenziato la presenza di una carica virale elevata nelle persone infettate con la variante Delta, che fossero o meno vaccinate.
Questa mutazione del Covid, inoltre, secondo un team di ricercatori dello Houston Methodist Hospital del Texas, sarebbe capace di “bucare” la protezione dei vaccini tre volte di più rispetto alle altre varianti e di aumentare leggermente il periodo di ospedalizzazione.
La conclusione degli esperti è che anche per i vaccinati sia consigliato indossare le mascherine al chiuso e prendere precauzioni per evitare di diffondere il virus.
Una ricerca svolta a Singapore, tuttavia, sembra confermare le conclusioni a cui erano arrivati i ricercatori del Bambin Gesù, e cioè che la carica virale, nei vaccinati contagiati, resterebbe alta per un tempo inferiore rispetto a chi non ha fatto il vaccino.
Uno studio britannico, coordinato dall'Imperial College di Londra ed effettuato su un campione di oltre 100mila volontari, parla invece di una carica virale inferiore nei vaccinati contagiati.

Gli esperti del Regno Unito, hanno sottolineato, quindi, l’importanza della vaccinazione con due dosi, non solo per prevenire le forme gravi della malattia, ma anche per bloccare il più possibile la diffusione del virus.

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