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La sonda Cassini rivela i dati ottenuti sulla struttura interna di Saturno

Gli anelli di Saturno  - Sputnik Italia, 1920, 17.08.2021
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Dopo aver analizzato i dati ottenuti dalla sonda spaziale Cassini nella fase finale delle sue osservazioni degli anelli di Saturno, gli scienziati sono arrivati alla conclusione che il pianeta ha un nucleo dai confini sfocati, che occupa circa il 60% del suo volume.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Astronomy.
Gli astronomi riescono a farsi un'idea della struttura interna dei giganti gassosi mediante le analisi dei campi gravitazionali, rilevati dalle apparecchiature dei veicoli spaziali puntati su di loro. Tuttavia, di solito le deviazioni di questo campo sono molto deboli e non permettono di guardare in profondità nelle viscere di pianeti.
Per esplorare la struttura interna di Saturno, i ricercatori del California Institute of Technology a Pasadena, Christopher Mankovich e Jim Fuller, hanno deciso di utilizzare i dati sismici in combinazione con un'analisi dei disturbi gravitazionali negli anelli che circondano il pianeta. Gli autori hanno scoperto minuscole vibrazioni degli anelli causate dalle attività del campo gravitazionale indotto dal nucleo, situato nella parte centrale del pianeta.
Finora si credeva che nel centro di Saturno ci fosse un nucleo di metallo, avvolto da un guscio di idrogeno ed elio. Tuttavia, i nuovi dati indicano che il nucleo del pianeta è molto probabilmente composto da una miscela di idrogeno, elio ed elementi pesanti. Per quanto riguarda la massa, è circa 17 volte più pesante della Terra e occupa fino al 60% del volume del pianeta, quindi risulta essere molto più grande di quanto si ipotizzasse prima, mentre il confine tra il nucleo e l'involucro di gas è vuoto.
Secondo l'opinione degli autori, il nucleo diffuso di Saturno non ha un confine ben definito, quindi non è stato possibile rilevarlo mediante gli strumenti della sonda Cassini. La posizione approssimativa di questo confine è stata stabilita indirettamente tramite un'analisi delle vibrazioni degli anelli.
Gli scienziati osservano che questi dati presentano un'immagine completamente nuova sulla struttura interna e sull'evoluzione dei pianeti giganti e, di conseguenza, bisogna apportare le dovute correzioni ai modelli esistenti di formazione planetaria, basati sulla teoria dell'accrescimento di massa, con successiva differenziazione della materia nelle viscere dei pianeti.
La natura diffusa del nucleo di Saturno indica che la fase di accrescimento è stata sostituita da una graduale ridistribuzione degli elementi pesanti all'interno del pianeta. Come esito, al posto della struttura chiaramente stratificata dei pianeti terrestri, il pianeta gigante ha due zone interne con un confine sfocato tra loro: il nucleo diffuso e il guscio di gas.
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