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Ausl Modena sospende senza stipendio 10 dipendenti no-vax

© REUTERS / Heo RanSiringa con il vaccino anti-COVID
Siringa con il vaccino anti-COVID - Sputnik Italia, 1920, 17.08.2021
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Il braccio di ferro tra dipendenti no-vax delle aziende sanitarie locali e queste ultime prosegue, ma a rimetterci sono sempre loro. Questa volta succede nell’Ausl di Modena dove a restare dal 18 agosto senza lavoro e senza stipendio sono 10 dipendenti.
“Abbiamo davvero tentato tutto quanto era nelle nostre possibilità per aiutare questi nostri dipendenti a sottoporsi con fiducia alla vaccinazione”, ha spiegato il direttore generale dell'Ausl di Modena, Antonio Brambilla, citato dall'Ansa.
Ma davanti al loro no convinto la risposta è stata altrettanto decisa e determinata, oltre che dura perché i dipendenti non percepiranno lo stipendio fino a quando non si decideranno a vaccinarsi.
Il provvedimento, infatti, resta in vigore fino al 31 dicembre 2021 come prevede la legge approvata dal Governo Draghi.
“Non rientrando nelle categorie esenti per ragioni cliniche, e non essendovi possibilità alternative per un loro impiego in luoghi dove non vi siano contatti con altre persone – ha detto il direttore dell’Ausl di Modena –, è dovere della nostra azienda sanitaria tutelare i pazienti in primis, ma è anche mio dovere come rappresentante legale tutelare tutti gli altri dipendenti”.
Il provvedimento, ha fatto sapere sempre l'Ausl modenese nella nota, viene emesso dopo la mappatura delle posizioni di lavoro che non comportino contatti interpersonali con colleghi o utenti, o, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio. Poiché non risultano, allo stato attuale, posti disponibili per l'assegnazione di queste persone, viene disposta la “temporanea sospensione dal servizio senza retribuzione” a partire dal 18 di agosto.
Ed è inutile presentarsi sul posto di lavoro perché lì dove una dipendente di un ospedale di Cagliari ci ha provato, il superiore ha chiamato i carabinieri e la dipendente è stata accompagnata all’esterno dell’ospedale.
Anche i tentativi di rivolgersi ai tribunali e al Tar da parte di altri dipendenti di amministrazioni sanitarie pubbliche e/o private ed operatori sanitari, sono caduti nel vuoto con i giudici che hanno riconosciuto la validità normativa dei provvedimenti adottati nei loro confronti.
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