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Vaccini, Cauda: "Adesso priorità ai giovani"

CC0 / Pixabay / Vaccinazione
Vaccinazione - Sputnik Italia, 1920, 16.08.2021
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Per l'immunologo "resta ancora qualche milione di italiani sopra i 50 anni" da vaccinare, ma le fasce più a rischio sono in sicurezza.
Giusto dare adesso priorità alla vaccinazione dei più giovani, perché "le fasce più a rischio" sono "state messe in sicurezza". Lo ha detto ad 'Agorà estate', su Rai Tre, Roberto Cauda, ordinario di Malattie infettive all'Università Cattolica del Sacro Cuore.
L'immunologo, che è anche direttore dell'Unità operativa di Malattie infettive della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma, è d'accordo con la possibilità di procedere con la vaccinazione senza prenotazione per i ragazzi dai 12 ai 18 anni.
Le fasce d'età che "nelle passate ondate hanno pagato il tributo più alto in termini sia di decessi sia di ricoveri in terapia intensiva" sono state per lo più immunizzate, anche se "resta ancora qualche milione di italiani al di sopra dei 50 anni - ha aggiunto Cauda - che bisognerebbe avvicinare e cercare di convincere a vaccinarsi". Secondo l'esperto non si tratta di no-vax in senso stretto, ma di esitanti.

"In generale la campagna vaccinale in Italia sta andando bene. E adesso rivolgersi ai giovani credo sia una priorità", ha concluso.

In merito al problema dei trasporti, in vista della ripresa dell'attività scolastica a settembre, secondo Cauda "sugli autobus meno persone ci sono e meglio è, anche se questa affermazione sembra una banalità. Bisognerà fare dei conti per calcolare la possibilità di mantenere la distanza adeguata. Ma, soprattutto, dipenderà, in modo molto critico, dall'impiego corretto della mascherina e dal senso di responsabilità delle persone".
Le mascherine funzionano, è la prova indiretta sono i bassi casi di influenza che ci sono stati lo scorso anno.

"Non abbiamo avuto quegli 8 milioni di casi di influenza che vedevamo tutti gli anni. Ora, quello delll'influenza è un virus diverso da quello del Covid, ma le modalità di trasmissione sono identiche e la modalità di prevenzione lo stesso", ha detto.

Al di là della capienza stabilita per i mezzi di trasporto, per l'immunologo l'importante è "il senso di responsabilità delle persone e, al tempo stesso, l'incremento della campagna vaccinale. Il rischio dei vaccinati di contrarre l'infezione è minimo".

La vaccinazione in Italia

In base al report Aifa, aggiornato alla mattina del 16 agosto, in Italia sono già state somministrate più di 73,7 milioni di dosi di vaccino contro il Covid-19, mentre il 65,8% degli over 12 è stato completamente immunizzato. L'obiettivo posto dalla struttura commissariale è di coprire, entro il 30 settembre, l'80% della popolazione.
Sono state somministrate 73.770.416 delle 77.365.880 dosi ricevute, pari al 95,4%. Le persone che hanno concluso il ciclo vaccinale con la doppia dose o con il vaccino monodose sono 35.557.969.
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