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Fermo pesca, lo stop scatta per tutto l'Adriatico

© sito web AdrinetReti da pesca disperse nel Mar Adriatico - Progetto Adrinet
Reti da pesca disperse nel Mar Adriatico - Progetto Adrinet - Sputnik Italia, 1920, 16.08.2021
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Il blocco delle attività lungo la costa adriatica è stato esteso anche a Marche, Abruzzo e Molise e durerà fino al 16 settembre.
Stop al pesce fresco lungo tutto l'Adriatico per il fermo pesca che dal 16 agosto si estende per un mese al tratto di costa tra San Benedetto e Termoli. Lo fa sapere Coldiretti Interpersca.
Il blocco della attività nelle Marche, Abruzzo e Molise durerà fino al 16 settembre. In precedenza la pesca era stata interrotta da Trieste ad Ancona e da Manfredonia a Bari.
"Come lo scorso anno – spiega in una nota Coldiretti Impresapesca – in aggiunta ai periodi di fermo fissati i pescherecci dovranno effettuare ulteriori giorni di blocco che vanno da 7 a 17 giorni a seconda della zona di pesca e del tipo di risorsa pescata".
Un momento difficile per il settore su cui già pesa la drastica riduzione delle giornate di pesca per le imbarcazioni operanti a strascico, imposta dalla normativa europea. Per alcuni segmenti di flotta le giornate di effettiva operatività a mare a circa 140 all'anno, rendendo "non più sostenibile l’attività di pesca considerata anche l’assenza di un efficace sistema di ammortizzatori e di valide politiche di mercato capaci di compensare le interruzioni", denuncia Coldiretti Interpesca.
L'associazione chiede la riduzione del periodo fisso di blocco delle attività almeno per l’areale Adriatico, l’apertura alla tutela differenziata di alcune specie e la possibilità per le imprese di scegliere i restanti giorni di stop, senza le quali l’assetto del fermo pesca 2021 non può rispondere alle esigenze delle aziende, che si vedono costrette a concentrare 365 giorni di attività in 140-170.
"Per compensare tali drastiche riduzioni – afferma Coldiretti – il settore avrebbe bisogno di scegliere autonomamente quando operare e quando fermarsi in base alle condizioni di mercato, alle necessità di manutenzione delle barche o alle ferie del personale".
Auspica che dal 2022 il nuovo Feampa possa far ripartire con positive novità per mettere in campo un nuovo sistema che "tenga realmente conto sia delle esigenze di riproduzione delle specie di maggiore bersaglio e delle esigenze economiche delle marinerie.
A queste problematiche strutturali del settore Coldiretti ricorda quelle che derivano dalla pandemia che ha provocato un crack da 500 milioni di euro tra produzione invenduta, crollo dei prezzi e chiusura dei ristoranti e costi per garantire il rispetto delle misure di distanziamento e sicurezza a bordo delle imbarcazioni. In un trentennio si è perso il 33% delle imprese, 18 mila posti di lavoro e la flotta si è ridotta a 12 mila unità, con età media del naviglio di 36 anni.
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