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Polonia, Duda firma legge su beni ebrei sequestrati in guerra e Israele richiama un suo diplomatico

© AP Photo / Francisco SecoPresidente della Polonia Andrzej Duda
Presidente della Polonia Andrzej Duda - Sputnik Italia, 1920, 15.08.2021
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Il presidente polacco Andrzej Duda ha preso la decisione di firmare una legge controversa, che riguarda tra gli altri argomenti quello di restituzione dei beni ebraici sequestrati durante la Seconda guerra mondiale.
Il parlamento polacco aveva adottato emendamenti al codice amministrativo, secondo i quali, una volta passati 30 anni dalla data di una decisione amministrativa (anche sulla proprietà di un bene), non sarà più oggetto di impugnazione. Questi emendamenti hanno suscitato malcontento in Israele e negli Stati Uniti, dove sostengono che la norma privi gli ebrei del diritto di restituire le loro proprietà o di ricevere un risarcimento.

"Ho preso la decisione sul disegno di legge, che negli ultimi mesi è stato oggetto di un dibattito vivo e acceso nel Paese e all'estero. Dopo un'analisi approfondita, ho deciso di firmare le modifiche al Codice amministrativo adottate dal Sejm (camera bassa del Parlamento) e dal Senato", cita la dichiarazione di Duda l'ufficio stampa presidenziale.

"Sono sicuro che con la mia firma finisce l'epoca del caos legale, l'epoca delle mafie di re privatizzazioni, l'incertezza dei milioni di polacchi e la mancanza di rispetto verso i basilari diritti dei cittadini del nostro Paese. Perché credo nello Stato che protegge i cittadini dall'ingiustizia", ha aggiunto il presidente polacco.
Duda respinge le accuse, secondo cui la legge prenda di mira i diritti patrimoniali degli ebrei.
"Respingo inequivocabilmente questa retorica e lo dico con tutte le mie forze, non solo come Presidente della Repubblica di Polonia, ma anche come persona che non è mai rimasta indifferente alle questioni dell'Olocausto, anche per motivi personali" , ha dichiarato Duda.
Il presidente ha aggiunto che lo Stato polacco non permetterà a nessuno di strumentalizzare l'Olocausto per raggiungere i propri obiettivi politici, ricordando che ogni seconda vittima della Shoah era cittadino polacco.

Dura risposta di Tel Aviv

A seguito della decisione di Duda, Israele ha richiamato il suo incaricato di affari a Varsavia. Il ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid ha definito la legge "antisemita e immorale".
"Ho incaricato il capo dell'ambasciata a Varsavia di tornare immediatamente in Israele per consultazioni a tempo indeterminato", ha affermato Lapid in un post su Twitter.
Tra l'altro, il nuovo ambasciatore israeliano "che doveva partire presto per Varsavia" per ora non partirà, ha aggiunto il ministro.
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