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Manifestazione no green pass a Milano al grido di “libertà”

© Sputnik . Eliseo BertolasiManifestazione no Green pass a Milano
Manifestazione no Green pass a Milano  - Sputnik Italia, 1920, 15.08.2021
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Ieri 14 agosto in molte città italiane, nonostante il caldo torrido, nonostante l’approssimarsi del Ferragosto migliaia di cittadini non hanno esitato a scendere di nuovo in piazza per protestare contro il green pass. Milano non poteva mancare all’appello.
Di solito ad agosto il capoluogo lombardo si svuota, soprattutto nei fine settimana. Questo estate, però, la voglia di recarsi fuori città non ha prevalso e non ha impedito a migliaia di milanesi di ritrovarsi in centro, come ogni sabato, ad oltranza, per far sentire la loro voce di dissenso contro il green pass introdotto dal Decreto Legge del governo Draghi.
Almeno tra coloro che scendono in piazza prevale un senso di responsabilità che mira al ripristino delle libertà fondamentali cancellate e che nutre la speranza di poter consegnare alle nuove generazioni un futuro “degno”, che non sia la sciagura di una vita stigmatizzata dalla discriminazione e dall’esclusione.
Tra chi protesta si fa strada la consapevolezza che se tale Decreto verrà confermato, di fatto, milioni di cittadini italiani verranno condannati alla “morte civica”. Per ora, senza green pass: niente bar e ristoranti al chiuso, musei, mostre, fiere, palestre, piscine, università, concorsi ec. ec.. Questo all’inizio, ma poi? Quale sarà il prossimo passo per chi sceglie di non sottoporsi alla vaccinazione di massa? La posta in gioco va ben oltre il presente, o la semplice condizione, questo estate, di sedersi al tavolo di un ristorante all’aperto o al chiuso.
Il corteo partito alle 18.00 da piazza Fontana, ha sostato in piazza Duomo, per poi continuare fino a piazza della Scala con una sosta sotto palazzo Marino, sede dell’amministrazione comunale meneghina.
Roma: folla contro il Green Pass - Sputnik Italia, 1920, 08.08.2021
Roma: folla contro il green pass in Piazza del Popolo
Impossibile non notare la natura spontanea della manifestazione: senza bandiere di partiti se non la bandiera italiana, con una componente di partecipanti palesemente eterogenea. Hanno sfilato persone di ogni tipo e di ogni età, c’erano anche ragazzini e anziani, qualcuno persino sulla sedia a rotelle. Tutti accumunati dal desiderio di far valere i propri diritti, non diritti fantomatici, ma diritti ampiamente previsti dall’ordinamento costituzionale italiano.
Si è manifestato e si continuerà a manifestare non solo “a norma di legge”, in base all’art. 21 della Costituzione che contempla il diritto a manifestare, ma anche a “richiamo della legge”, numerosi infatti i cartelli presenti che riportavano l’art. 32 della Costituzione, dove si afferma che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario”.

Il green pass - solo un pretesto

Il pretesto che il green pass, serva alla salvaguardia della salute pubblica in realtà è un vero e proprio ricatto per imporre la vaccinazione sperimentale di massa. Lo stesso prof. Andrea Crisanti, il noto microbiologo dell’Università di Padova, qualche giorno fa in onda su La7, ha smentito questo pretesto: “È una bufala pazzesca dire che col Green pass creiamo ambienti sicuri, serve ad indurre le persone a vaccinarsi”, questa affermazione è stata addirittura riportata come slogan su un cartellone durante la manifestazione.
Perché quindi tanto accanimento a voler togliere la “vita sociale” a coloro che non si vogliono sottoporre a questa vaccinazione sperimentale? Uno striscione che apriva il corteo, riportava per l’appunto lo slogan: “umani non sorci”.
I cori che scandivano slogan contro il premier Draghi dove s’invocava “libertà”, “no green pass” e si esortava a “togliere le mani dai bambini”, uniti al clangore dei fischietti e delle sirene da stadio hanno costantemente accompagnato lo svolgersi di tutta la manifestazione.
Tra i vari cartelloni non mancava una fotografia a ricordo del primario Giuseppe De Donno, e un monito agli operatori dei mass media mainstream: “Giornalisti terroristi è tutta colpa vostra”.
Cordoni di forze dell’ordine erano sempre presenti in tutti i punti di sosta del corteo, ma tutto si è svolto in modo regolare senza eccessi o provocazioni.
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