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Bonomi lancia un appello ai partiti: “Non bloccate le riforme”. E boccia i sindacati sul green pass

Carlo Bonomi - Sputnik Italia, 1920, 15.08.2021
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Il numero uno di Confindustria teme un quarto lockdown e chiede più responsabilità da parte di tutti per mettere in sicurezza i luoghi di lavoro. E sulle crisi aziendali avverte che non si evitano con norme punitive.
Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, ha due preoccupazioni per i prossimi mesi e per il futuro dell’Italia: da una parte la sanità e un possibile quarto lockdown in autunno e dall’altra lo stop alle riforme nel semestre bianco.
Per questo, parlando a La Stampa in una lunga intervista, lancia un appello “al sindacato e al governo: è l’ora della responsabilità, per tutti. Non possiamo permetterci, proprio adesso, di ricadere nei vecchi vizi dell’ideologia e della politica…”.
Per Bonomi “contro le varianti e l’indice di trasmissibilità che cresce a dismisura serve grande rigore, e invece vedo comportamenti dissennati, nel sindacato, che fa resistenze assurde sull’obbligo di green pass nei luoghi di lavoro”.
Il secondo pericolo arriva dalla politica: “Dal 3 agosto è iniziato il semestre bianco, e le riforme più urgenti, dal fisco alla concorrenza, dalle politiche attive agli ammortizzatori sociali, si sono già bloccate. I partiti cominciano a sventola le solite bandierine e i soli di distinguo. Ma così il Paese non riparte, e questo non ce lo possiamo permettere”.
Bonomi ricorda che ci sono “in ballo 51 azioni-obiettivo di qui alla fine dell’anno” e tra semestre bianco e amministrative “qui il rischio è che si fermi tutto”.

Insensato il comportamento dei sindacati, come Ponzio Pilato

Il presidente di Confindustria si scaglia poi contro i sindacati che dovrebbero tutelare i lavoratori ma che invece “non comprendono che il green pass è uno strumento necessario a contrastare la pandemia”.
Bonomi auspica “un sindacato moderno, con cui costruire insieme il futuro del mondo del lavoro, e invece lo trovo antagonista” e “vedo una rincorsa dei leader confederali a tutelare i non vaccinati rispetto a tutti coloro che hanno avuto comportamenti etici e civili verso la società. Lo trovo insensato, oltre che pericoloso”.
Per il numero uno degli industriali i sindacati “fanno come Ponzio Pilato perché hanno paura di perdere le tessere di chi grida più forte.”.
E sul fronte del green pass nelle mense aziendali taglia corto: “Con questi tassi di trasmissibilità del virus non ci possiamo focalizzare solo sulle mense, dobbiamo mettere in sicurezza tutti gli ambienti di lavoro. Ma dobbiamo farlo subito, ogni giorno perso è un rischio in più per l’autunno che si avvicina”.

L’ondata di licenziamenti e la fuga delle aziende internazionali

Per Bonomi, poi, è fondamentale che per frenare la delocalizzazione che alcune multinazionali stanno avviando non si usino norme punitive, senza introdurre “solo e sempre lacci e lacciuoli”.
Servono norme che attraggano gli investimenti e basta alle dichiarazioni “denigratorie”.

La riforma degli ammortizzatori sociali

Sul fronte del lavoro Bonomi spiega che Confindustria ha presentato già da tempo una sua proposta per la riforma degli ammortizzatori sociali e si trova d’accordo su uno strumento “universale”, ma in questo caso “lo devono pagare tutti”.
Va bene un “regime transitorio, ma purché in prospettiva paghino tutti. Noi non possiamo diventare bancomat di Stato”.
E sul fronte delle politiche attive per il lavoro lancia una proposta, in particolare sul reddito di cittadinanza: consentire il cumulo con i contratti stagionali, facendo ripartire il sussidio alla scadenza. “ Sarebbe un bel passo avanti: le aziende troverebbero manodopera, i lavoratori aumenterebbero i loro redditi. E verrebbe scoraggiato il lavoro in nero”.
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