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Ponte Morandi, Giovannini: “Dopo il crollo è cambiata la cultura a favore della sicurezza”

© AP Photo / Antonio CalanniDopo la demolizione del ponte Morandi a Genova, 26.08.2019
Dopo la demolizione del ponte Morandi a Genova, 26.08.2019 - Sputnik Italia, 1920, 14.08.2021
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Il ministro delle Infrastrutture spiega che grazie al Pnrr ci saranno nuovi strumenti di monitoraggio della rete stradale e investimenti nella manutenzione.
Oggi, terzo anniversario del crollo del Ponte Morandi, a Genova per il governo saranno presenti la ministra della Giustizia Marta Cartabia e il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile Enrico Giovannini.
Il titolare del Mims parlando delle attività messe in atto dall’esecutivo per migliorare la manutenzione e la sorveglianza delle infrastrutture stradali in Italia, ha spiegato che “non sempre le forze politiche privilegiano le operazioni di manutenzione rispetto a un’opera nuova. Elettoralmente paga di più”.
“Ma il dramma del ponte di Genova ha determinato un cambiamento culturale a favore della sicurezza che ora va rafforzato grazie alle risorse disponibili. Questo vale anche per le manutenzioni in Liguria, che ha tante gallerie e infrastrutture da sottoporre a manutenzione”.
Parlando a La Stampa, Giovannini ha aggiunto che sul tema in sei mesi sono state fatte molte cose: sono state rafforzate “le linee guida per l’analisi della sicurezza di ponti e gallerie, gli obblighi per i gestori di fare indagini regolari e periodiche, redigendo un ‘registro’ delle opere e dei piani di manutenzione”.
Inoltre, è stata avviata l’operatività piena della Ansfisa, l’Agenzia per la sicurezza delle ferrovie e delle Infrastrutture.
Ma questo non basta e servono investimenti ingenti: “Non a caso il Pnrr prevede azioni molto significative per la digitalizzazione delle infrastrutture, ad esempio installando sensori per monitorare lo stato delle opere. Ed è solo l’inizio”.

La tragedia del Morandi e le responsabilità da appurare

Alle famiglie delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi tre anni fa, Giovannini risponde che cercare la verità e la giustizia “è un compito della magistratura” e “l’attenzione va posta sugli aspetti penali dovuti a comportamenti sbagliati od omissioni e alla conseguente responsabilità civile. Garantire la sicurezza delle opere è prima di tutto un dovere etico e tutti devono lavorare per questo obiettivo”.
Su questo c’è ancora molto da fare ma il governo ha inviato un messaggio ai gestori delle infrastrutture, secondo Giovannini: “Si deve alzare il livello di attenzione sulla sicurezza e fare gli investimenti concordati”.
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