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 - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2021
La situazione in Afghanistan
Dopo la presa di potere da parte dei talebani il futuro appare incerto per l'Afghanistan. Le forze militari guidate dagli USA si sono ritirate dal paese dopo 20 anni. Mentre alcune nazioni continuano a evacuare i loro cittadini, il paese dell'Asia centrale vive una crisi politica e umanitaria.

Afghanistan, Guerini: “Non torni a essere un rifugio per i terroristi, non possiamo permettercelo”

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 ITIl Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini
Il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini - Sputnik Italia, 1920, 14.08.2021
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Il ministro della Difesa garantisce che l’Italia è a lavoro per i rimpatri di chi ha collaborato con le potenze occidentali in una situazione in continua evoluzione.
Riflettere. È questo l’invito che fa il ministro della Difesa Roberto Guerini sull’avanzata, fin troppo rapida e con pochi ostacoli, dei Talebani in Afghanistan a poche settimane dal ritiro del contingente internazionale.
In un’intervista a Rai Radio 1, il ministro ha dichiarato che “i Talebani hanno conquistato intere province praticamente senza combattimenti e questo dovrà essere oggetto di riflessione prospettica rispetto ai nostri impegni".
Inoltre, ha aggiunto il titolare della Difesa, l’Afghanistan "non dovrà tornare ad essere un 'safe haven', un rifugio sicuro, per i terroristi. La comunità internazionale non può permetterlo”.

L’impegno per mettere in sicurezza i collaboratori

Il ministro ha poi parlato di una “rapidità inaspettata dell'evoluzione della situazione”, che “ha condizionato la nostra pianificazione" sui rimpatri.
Ma da parte di Roma resta l’impegno “massimo per trasportare in Italia chi ha collaborato con noi. Un impegno morale prima che politico. Già 228 sono giunti in Italia e ora si sta lavorando per
accelerare i trasferimenti degli altri, tra cui interpreti e i loro familiari. Sono stati amici dell'Italia e li porteremo in Italia".
Con la Farnesina, la Difesa sta lavorando anche per la sicurezza del personale diplomatico, come dichiarato anche oggi dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha parlato di piani pronti in caso di evacuazione.
Luigi Di Maio ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Sputnik Italia, 1920, 14.08.2021
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Guerini ha ricordato anche i "grandi sacrifici avuti dai nostri militari", che "tutta la comunità internazionale ha riconosciuto".

Un ritiro troppo rapido?

Per Guerini il ritiro delle truppe americane prima deciso da Trump e poi completato da Biden ha aperto “una discussione impegnativa e complessa in seno alla Nato”.
Su questa scelta, “ciascuno, io tra gli altri, ha fatto le proprie valutazioni e ha espresso le proprie preoccupazioni e ha dato il proprio contributo”. E la prima preoccupazione, dopo la chiusura della missione, e “il mio primo dovere” è stato quello di attuare il rientro “dei nostri militari a Herat” in sicurezza.
Per Guerini, però, non bisogna bocciare l’intervento in Afghanistan, perché “l'obiettivo della
sconfitta di una formidabile centrale terroristica è stato conseguito. Bin Laden è stato eliminato, il vertice di Al Qaida pure. E l'Afghanistan in questi 20 anni non è più stato e non dovrà tornare ad essere questo. È il primo impegno della comunità internazionale".
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