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Scienziati scoprono nuova tecnica per pesare i buchi neri

© Foto : NASA/JPL-CaltechBuco nero assorbe una stella
Buco nero assorbe una stella - Sputnik Italia, 1920, 13.08.2021
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Gli scienziati hanno applicato con successo lo stesso metodo alle nane bianche.

I buchi neri sono stati a lungo oggetto di fascino scientifico poiché un buon numero di astronomi e fisici ritiene che questi colossi possano rappresentare la chiave per scoprire alcuni dei maggiori segreti dell'universo.

In particolare, c'è una domanda relativa aqueste entità che ha da sempre incuriosito gli scienziati: qual è la loro massa?
Il processo di misurazione dei buchi neri risulta essere estremamente difficile, in quanto è difficile vederli.
Tuttavia, un gruppo di scienziati dell'Università dell'Illinois, guidati dall'astronomo Colin Burke, è riuscito a scoprire che a volte i buchi neri si "rivelano" quando "si nutrono".

Gli esperti, in uno studio pubblicato sulla rivista Science Magazine, hanno stabilito che questo metodo potrebbe essere utilizzato su qualsiasi oggetto astrofisico in grado di assorbire gli oggetti circostanti tramite quello che viene chiamato "disco di accrescimento", tra cui anche i buchi neri di medie dimensioni.
Durante la loro osservazione, il team ha scoperto che quando la materia viene risucchiata all'interno di questi fori giganti, il "materiale si organizza in un disco che viene riscaldato a temperature incandescenti e può, in alcuni casi, eclissare tutte le stelle della galassia messe insieme".

Studi precedenti hanno suggerito che il tempo impiegato da un disco per sbiadire, illuminarsi e sbiadire di nuovo è correlato alla massa del suo buco nero centrale.

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I risultati dello studio

Burke e il suo team hanno raccolto osservazioni di 67 buchi neri che si alimentano attivamente con masse note. Le dimensioni di questi buchi neri variavano da 10.000 a 10 miliardi di masse solari.
Gli scienziati hanno scoperto che nel più piccolo di questi buchi neri, lo sfarfallio cambiava su una scala temporale variabile da alcune ore a intere settimane, mentre nei buchi neri supermassicci con masse comprese tra 100 milioni e 10 miliardi di masse solari, lo sfarfallio era molto più lento, misurabile soltanto dopo alcuni mesi.
"Ciò ci suggerisce che se questa relazione vale per i piccoli buchi neri supermassicci e quelli grandi, forse è una sorta di caratteristica universale", ha detto Burke.
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