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Le autorità sanitarie norvegesi avvertono che anche i vaccinati possono finire in ospedale

© Sputnik . Pavel L'vov / Vai alla galleria fotograficaUnità di terapia intensiva
Unità di terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 13.08.2021
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Pur confermando che i vaccini forniscono una buona protezione contro i decorsi gravi del Covid, soprattutto agli anziani e ai gruppi a rischio, le autorità sanitarie norvegesi hanno messo in guardia sul fatto che, con il più contagioso ceppo Delta, sarà lecito attendersi un aumento dei ricoveri anche tra i cittadini completamente vaccinati.
Dato il picco di casi di COVID-19, dovuto al nuovo e più contagioso ceppo Delta, le autorità sanitarie norvegesi hanno avvertito di un possibile prossimo aumento dei ricoveri ospedalieri, anche tra i norvegesi completamente vaccinati. Tuttavia, ribadiscono anche che i vaccini forniscono una protezione robusta, soprattutto agli anziani e ai gruppi a rischio.
Finora il coronavirus è stato diagnosticato a 1.137 norvegesi completamente vaccinati. Di questi, 35 sono stati ricoverati in ospedale, con sintomi COVID-19 di varia gravità. 29 di loro, però facevano parte di gruppi a rischio, con possibilità alta o moderata di un decorso serio, ha affermato il recente rapporto dell'Istituto norvegese di sanità pubblica (FHI).

“Ci aspettiamo che in futuro ci saranno più persone completamente vaccinate ricoverate in ospedale, dato che il numero di queste sta aumentando. Per il momento osserviamo che il numero di pazienti ricoverati è basso, ma crediamo che andrà ad aumentare nelle prossime settimane", ha detto la direttrice del dipartimento FHI, Line Vold, all'emittente nazionale NRK.

Già a inizio agosto si contava che 418 casi di COVID-19, ovvero l'8% dei 5.215 nuovi casi in Norvegia, riguardassero soggetti completamente vaccinati. Nel frattempo la quota dei vaccinati è in costante aumento e continuerà a salire, ha avvertito FHI.
Ad oggi, il più contagioso ceppo Delta è diventato la dominante in Norvegia, rappresentando il 98% dei casi confermati, in un momento in cui il numero di casi ha raggiunto il suo picco da febbraio. Recenti rapporti FHI indicano anche un aumento dei ricoveri ospedalieri.
Nel complesso, l'FHI ha descritto l'incidenza di ricoveri e decessi in ospedale e in terapia intensiva come "relativamente bassa", fatto che Vold ha attribuito alla protezione vaccinale fornita agli anziani e ai gruppi a rischio.
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Nonostante il picco previsto, l'FHI ritiene che l'ondata in arrivo non raggiungerà la stessa portata delle precedenti, che hanno innescato blocchi nazionali e ampie misure di allontanamento sociale, grazie al fatto che i vaccini favoriscono un decorso più lieve della malattia.
Indipendentemente dall'aumento del numero di infezioni, le autorità sanitarie norvegesi prevedono, quindi, di revocare alcune delle restanti restrizioni a partire dalla fine di settembre. Il ministro della Sanità Bent Høie è arrivato al punto di promettere che la vita tornerà in gran parte alla normalità, allettando i norvegesi con la possibilità di tornare a “ballare abbracciati” e “fare notti brave”, anche se, su grande scala, c'è ancora grande incertezza.
Ad oggi, la Norvegia, nazione di 5,3 milioni di abitanti, ha visto 142.000 casi di COVID-19 e ha soministrato vaccini al 39% della popolazione.
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