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Israele cerca il "Piano B" con gli USA in caso i colloqui sul nucleare iraniano dovessero fallire

© Foto : Courtesy Diba Parchame Khomein Co.Bandiere israeliane
Bandiere israeliane - Sputnik Italia, 1920, 13.08.2021
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Secondo funzionari israeliani testimoni di una conversazione tra il primo ministro israeliano Naftali Bennett e il direttore della CIA Bill Burns, Tel Aviv starebbe cercando di lavorare con gli Stati Uniti su scenari in caso di uscita completa di Teheran dall'accordo nucleare del 2015.
Il media con sede in Virginia, Axios, ha riferito giovedì, citando funzionari di Tel Aviv, che la comunità dell'intelligence israeliana starebbe sollevando serie preoccupazioni sulle reali possibilità che l'Iran possa ritornare all'accordo JCPOA dopo l'elezione del suo nuovo presidente, Ebrahim Raisi.
Un incontro di mercoledì tra Bennett e Burns, secondo Axios, avrebbe fatto parte dei preparativi per un appuntamento Bennet-Biden previsto per la fine del mese a Washington. Secondo quanto riferito, Burns avrebbe condiviso lo scetticismo espresso dalla parte israeliana riguardo al ritorno dell'Iran al JCPOA.
Il ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid aveva per altro dichiarato mercoledì che un possibile "piano B" è in discussione con gli Stati Uniti e "i nostri alleati europei".
"Non sono tra i sostenitori dell'accordo nucleare del 2015 ma non vedo alcun piano B [se l'Iran non torna all'accordo.] Ne stiamo parlando con gli Stati Uniti e i nostri alleati europei dietro le quinte", ha detto.
Mentre Tel Aviv continua a sostenere che l'Iran sarebbe sull'orlo dello sviluppo di un'arma nucleare, accusando Teheran di aver violato il JCPOA, un accordo di cui Israele non è parte, e nello stallo dei colloqui di Vienna, bloccati dopo il sesto round di negoziati conclusosi alla fine di giugno, il neoeletto presidente iraniano Raisi avrebbe detto al suo omologo francese, Emmanuel Macron, che gli Stati Uniti e l'UE devono attenersi ai loro obblighi JCPOA , sottolineando che è Washington ad aver ripetutamente violato l'accordo.
L'accordo sul nucleare del 2015 è stato firmato dall'Iran e dal gruppo di paesi P5+1 (Stati Uniti, Cina, Francia, Russia, Regno Unito - più Germania), prevedendo che Teheran avrebbe ridimensionato il suo programma nucleare pacifico in cambio dell’annullamento delle sanzioni e dell'embargo sulle armi.
Nel 2018, tuttavia, il precedente presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ritirato unilateralmente Washington dall'accordo, spingendo Teheran ad abbandonare i suoi obblighi con il JCPOA a sua volta.
I negoziati su un possibile rilancio del JCPOA sono iniziati nella capitale austriaca nell'aprile 2021, con l'ultimo round terminato il 20 giugno. Teheran ha detto che i colloqui riprenderanno dopo l'inaugurazione di Raisi, avvenuta il 5 agosto.
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