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Afghanistan, la Farnesina in contatto con gli Stati Uniti dopo l’avanzata dei Talebani

© AP Photo / Allauddin KhanMembers of a breakaway faction of the Taliban fighters guard during a patrol in Shindand district of Herat province, Afghanistan (File)
Members of a breakaway faction of the Taliban fighters guard during a patrol in Shindand district of Herat province, Afghanistan (File) - Sputnik Italia, 1920, 13.08.2021
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Proteste sulla situazione da parte delle forze in Parlamento. Pinotti: la comunità internazionale si interroghi. Gasparri: l’Italia si faccia sentire. Rosato: si rischia il ritorno dei terroristi nel Paese.
La situazione in Afghanistan con l’avanzata dei Talebani si fa sempre più difficile sul fronte internazionale. Il ritiro delle truppe internazionali ha aperto un vuoto che è stato colmato dal movimento a passi veloci. E dato il cambiamento repentino della situazione continuano i costanti contatti tra l’Italia e gli Stati uniti.
“Alla luce dell’avanzata dei talebani in Afghanistan, la Farnesina mantiene il più stretto contatto con il Dipartimento di Stato USA”, ha reso noto il ministero degli Esteri italiano.
“Proprio nella giornata di ieri il Segretario Generale Ettore Sequi ha sentito il Vice Segretario di Stato, Wendy Sherman, con la quale ha convenuto l’ulteriore rafforzamento del coordinamento fra le ambasciate dei paesi alleati a Kabul”.
Un coordinamento sia bilaterale che internazionale e con possibili ulteriori iniziative “che potranno essere intraprese in considerazione del peggioramento del quadro di sicurezza sul terreno”.

I partiti in Parlamento una posizione chiara sui rischi

E mentre si susseguono gli annunci di quanto accade sul campo, da diverse forze politiche in Parlamento si chiede che l’Italia prenda posizione sulla vicenda, legata strettamente a quello che è stato denunciato come un frettoloso ritiro dall’Afghanistan.
"L'Italia da sola non può risolvere questo problema. Ma ha il dovere di far sentire con autorevolezza la sua voce a livello internazionale", ha detto in una nota il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che fa parte della Commissione difesa di Palazzo Madama.
L’esponente di Forza Italia ha parlato di una “ignominiosa fuga dall'Afghanistan decisa dalla comunità internazionale e dagli Stati Uniti in particolare” che “sta facendo precipitare il Paese nelle mani dei talebani”.
Per Gasparri “non può finire così. Dal Parlamento italiano deve venire un invito alla comunità internazionale per riconsiderare con rapidità la situazione, prima di assistere a una tragedia umanitaria”.
Timori anche il vicepresidente della Camera, in quota Italia Viva, Ettore Rosato, che affida a un post su Facebook il suo pensiero.
"Preoccupano le notizie che arrivano dall'Afghanistan” che “rischia di tornare ad essere base per i terroristi e i fondamentalisti islamici”.
L’ex ministra della Difesa Roberta Pinotti sottolinea come “sono tredici le province già in mano dei talebani, tra cui assume per noi una valenza particolare quella di Herat dove aveva base il nostro contingente e dove, grazie al lavoro e all'estremo sacrificio dei nostri militari, gli indici di vivibilità e i diritti erano i più alti di tutto il paese”.
La presidente della commissione Difesa del Senato aggiunge che “il crollo dell'esercito afghano ha risvolti drammatici e lascia attoniti rispetto all'impegno ventennale (di vite umane, politico ed economico) della comunità internazionale", scrive su Facebook.
E "a meno di un mese dal 20esimo anniversario dell'11 settembre credo siano molte le domande a cui la comunità internazionale e l'Occidente in particolare debbano rispondere".
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