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NASA: L'asteroide Bennu si avvicina, possibile impatto con la Terra nel 2182

Asteroid Bennu - Sputnik Italia, 1920, 12.08.2021
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Secondo gli scienziati, la sonda della NASA OSIRIS-REx ha permesso di misurare dettagliatamente, per la prima volta, l'effetto Yarkovsky, cioè la variazione indetta dalla radiazione solare che influenza l'orbita degli asteroidi.
Nella valutazione, il team di esperti ha tenuto conto anche di altri fattori, tra cui la gravità del Sole, dei pianeti e delle loro lune e gli eventi di espulsione di particelle di Bennu.
Bennu, un asteroide che misura mezzo chilometro di larghezza, ha una possibilità su 1.750 di schiantarsi sulla Terra tra oggi e l'anno 2300. Uno studio della National Aeronautics and Space Administration (NASA), pubblicato mercoledì, rivela che le possibilità che si verifichi una tale collisione sono ora maggiori di quanto si pensasse.
L'agenzia spaziale statunitense ha persino previsto una data, il 24 settembre 2182, come il momento più probabile per una collisione.
Bennu, scoperto nel 1999, è stato recentemente visitato dalla sonda della NASA Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security-Regolith Explorer (OSIRIS-Rex), che lo ha classificato come “asteroide macerie” a forma di trottola.
Secondo la NASA, Bennu e il suo compagno 1950 DA sono i due corpi noti vicini alla Terra più pericolosi del sistema solare.
Gli astronomi hanno usato i dati della sonda OSIRIS-REx dell'agenzia per capire meglio come potrebbe muoversi Bennu fino all'anno 2300.
Lo studio dei ricercatori della NASA, pubblicato recentemente sulla rivista 'Icarus', ha incrementato la capacità degli scienziati di determinarne la probabilità di impatto e prevedere le orbite di altri asteroidi.
Kelly Fast, responsabile del programma Near-Earth Object Observations Program presso il quartier generale della NASA a Washington DC, ha detto che la missione di difesa planetaria della NASA è quella di trovare e monitorare asteroidi e comete che possono rappresentare un pericolo per il nostro pianeta. "Portiamo avanti questo sforzo attraverso continue indagini astronomiche che raccolgono dati per scoprire oggetti precedentemente sconosciuti e perfezionare i nostri modelli orbitali”.
"La missione OSIRIS-REx ha fornito una straordinaria opportunità per affinare e testare questi modelli, aiutandoci a prevedere meglio dove sarà Bennu quando si avvicinerà alla Terra tra più di un secolo”, ha dichiarato Fast in un comunicato.

Secondo la NASA, Bennu si avvicinerà alla Terra nel 2135.

"Anche se l'oggetto non costituirà un pericolo per il nostro pianeta a quel punto, gli scienziati devono capire la traiettoria esatta che Bennu terrà durante l'avvicinamento per prevedere come la gravità della Terra altererà il passaggio dell'asteroide intorno al Sole e come ciò influenzerà il rischio di impatto con la Terra”, ha riferito l'agenzia spaziale in una dichiarazione.
OSIRIS-REx ha trascorso gli ultimi due anni vicino all'asteroide, studiandolo e raccogliendo informazioni sulla sua dimensione, forma, massa e composizione. La sonda ha anche monitorato la sua traiettoria orbitale prima di lasciare l'asteroide all'inizio di quest'anno.
La sonda ha catturato anche alcuni campioni di roccia e polvere dalla superficie dell'asteroide, che giungeranno sulla Terra il 24 settembre 2023, allo scopo di condurre ulteriori indagini scientifiche.
“I dati di OSIRIS-REx ci danno informazioni molto più precise, possiamo testare i limiti dei nostri modelli e calcolare la traiettoria futura di Bennu con un grado di certezza molto elevato per tutto il 2135. Non abbiamo mai analizzato la traiettoria di un asteroide con questo grado di precisione prima d'ora”, ha riferito il responsabile dello studio Davide Farnocchia, del Center for Near-Earth Object Studies (CNEOS), che è gestito dal Jet Propulsion Laboratory della NASA nel sud della California.
Gli scienziati hanno calcolato una probabilità di impatto dello 0,057% nel corso dell'anno 2300 e dello 0,037% per il 24 settembre 2182. Quindi, una probabilità bassa, ma le rivelazioni contribuiranno a evidenziare il ruolo cruciale che le operazioni di OSIRIS-REx hanno giocato nella mappatura precisa dell'orbita di Bennu.
Secondo Dante Lauretta, capo della ricerca di OSIRIS-REx e professore all'Università dell'Arizona, i dati orbitali di questa missione ci hanno aiutato ad capire meglio i comportamenti di Bennu nei prossimi due secoli e la nostra comprensione generale degli asteroidi potenzialmente pericolosi: un risultato incredibile.
"La navicella sta ora tornando a casa, portando un prezioso campione da questo affascinante oggetto antico, che ci aiuterà a capire non solo la storia del sistema solare, ma anche il ruolo della luce solare nell'alterare l'orbita di Bennu, poiché misureremo le proprietà termiche dell'asteroide su scale senza precedenti nei laboratori sulla Terra”, ha aggiunto Lauretta.
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