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Il TAR dà ragione agli avvocati Scifo e Corrias: illegittimi i Dpcm sulle mascherine a scuola

© Foto : fornita da Francesco ScifoAvvocato Francesco Scifo
Avvocato Francesco Scifo - Sputnik Italia, 1920, 12.08.2021
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I Dpcm emanati dal governo Conte che prevedevano l’obbligo di mascherine a scuola per i bambini sotto i 12 anni sono stati dichiarati “illegittimi”, ai soli fini risarcitori, da una recente sentenza del TAR del Lazio, datata 09 agosto 2021, n. 9342.
Il ricorso era stato presentato dai genitori di una bambina di 9 anni dell’Alto Adige che frequentava la scuola primaria. La coppia, assistita dagli avvocati Francesco Scifo e Linda Corrias, si è opposta all’imposizione dell’obbligo, imposto dai Dpcm, che prevedevano, per i bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, di indossare la mascherina per tutto il tempo delle lezioni in aula.
Come riportato da Adnkronos, i ricorrenti, “lamentano che l’imposizione dell’obbligo di indossare la mascherina, per tutto il tempo delle lezioni ‘in presenza’, sia immotivata e sia viziata da difetto di istruttoria in quanto adottata in contrasto con le indicazioni fornite dal Comitato tecnico Scientifico e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, senza fornire alcun supporto a sostegno di tale determinazione”.
I genitori, inoltre, definendo la scelta del governo “sproporzionata e irragionevole”, “lamentano che non sia stata adottata alcuna misura al fine di garantire che un minore, pur privo di patologie conclamate, possa essere esonerato dall’uso della mascherina in classe ove risenta di cali di ossigenazione o di altri disturbi o difficoltà”.
Sputnik Italia ha raggiunto l’avvocato Francesco Scifo per un ragguaglio sul buon esito del ricorso e sulle possibili prospettive che tale successo potrà apportare anche nei confronti delle attuali disposizioni contenute nel Decreto-legge, 6 agosto 2021, n. 111 – “Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti” emanato dal governo Draghi.
— Avvocato qual è l’importanza di questa sentenza del TAR?
L’importanza fondamentale sta nella dichiarazione d’illegittimità di tutti i decreti della presidenza del Consiglio dei ministri del 3 novembre 2020, del 3 dicembre 2020 e del 14 gennaio 2021 che avevamo impugnato perché del tutto privi di alcuna istruttoria e di alcuna valutazione amministrativa e medico legale d’impatto preventivo delle misure restrittive adottate ed in contrasto con le prescrizioni dell’OMS e dell’UNICEF in materia di uso delle mascherine obbligatorio per i bambini infradodicenni. Viene fatto salvo solo il decreto del 2 marzo 2021, ma solo perché il Governo lo ha legificato con un Decreto legge pur essendo uguale agli altri, privo di alcuna istruttoria e quindi illegittimo.

Gli effetti della sentenza

Ora cosa cambia? Quali saranno gli effetti di questa sentenza? Si potrà ancora parlare di obbligo della mascherina in classe?
L’adozione del Decreto legge per legificare le prescrizioni ha mantenuto l’obbligo illegittimo di mascherine per gli infradodicenni ma ha previsto che l’illegittimità possa essere fatta valere ai fini risarcitori: ciò significa che chi vede i suoi figli costretti a usare i DPI a scuola può chiedere il risarcimento ai soggetti che hanno firmato questi provvedimenti illegali e prescritto obblighi invasivi della libertà personale senza alcuna valutazione degli effetti che le loro decisioni hanno.
In sostanza la sentenza introduce la responsabilità patrimoniale dei firmatari dei provvedimenti illegittimi che noi faremo valere personalmente ai sensi dell’art. 28 della Costituzione, trattandosi di fatto ormai doloso dopo il remand del TAR Lazio del gennaio 2021, fatto con ordinanza cautelare precedente in questo stesso processo.
Nel Dl del 6 agosto 2021 si ribadisce: “È fatto obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai sei anni, per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, per i soggetti impegnati nelle attività sportive”, avete in programma dei ricorsi anche in questo caso?
— Certo chiederemo a tutti i firmatari del decreto di risarcire il danno atteso che le imposizioni sono state dichiarate illegittime ai fini risarcitori, faremo un’azione collettiva per tutti i genitori italiani che vorranno partecipare.
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Evitare le discriminazioni in classe

Sempre nello stesso Dl (6 agosto 2021) è prevista la deroga alle disposizioni che prevedano l’uso della mascherina “per le classi composte da studenti che abbiano tutti completato il ciclo vaccinale o abbiano un certificato di guarigione in corso di validità”, in tal caso anche se l’obbligatorietà alla vaccinazione col vaccino sperimentale non viene menzionata, di fatto viene resa condizione necessaria per non apparire discriminati dall’uso della mascherina. Cosa ne pensa?
Che si tratta di un crimine contro l’umanità commesso da chi ha firmato queste disposizioni per due ragioni:
1) esercita una pressione indebita contraria alla dignità umana costringendo dei minori a sottoporsi a un trattamento che la stessa EMA ha autorizzato solo con “l’immissione in commercio condizionata” (CMA - Conditional marketing authorisation) e quindi mai autorizzato in via ordinaria da nessuno, senza renderlo chiaro;
2) i firmatari dovranno rispondere di epidemia dolosa o colposa, frode in commercio e falso ideologico ai giudici della Repubblica Italiana o davanti alle Corti internazionali perché, essendo ormai di dominio pubblico che i prodotti farmaceutici imposti non immunizzano né evitano a chi li assume di essere contagioso, saranno loro i responsabili della diffusione delle varianti da parte di questi soggetti vaccinati resi legalmente liberi, senza alcuna base scientifica, di sottrarsi a controlli e tamponi.
Tale misura discriminatoria legata al possesso, o meno, di un documento provante il completamento del ciclo vaccinale è ammissibile? Non va in collisione con la Costituzione Italiana e addirittura col Regolamento (UE) 2021/953 che disciplina l’emissione di tali documenti?
— Sicuramente queste prescrizioni di certificati vaccinali sono in contrasto con l’art. 21 della Carta Europea dei diritti fondamentali che prevede il principio di non discriminazione e con il regolamento n. 953/2021 (36), considerando, che consente la scelta libera di non vaccinarsi senza essere discriminati.
In ogni caso, l’illegittimità di tutte queste norme sta semplicemente nel fatto che non sono state indicate le finalità per cui sono state approvate le certificazioni vaccinali e i motivi per le quali i dati personali stessi ed i tracciamenti vengono acquisiti: è evidente anche ad un cieco che se i vaccini non immunizzano ma rendono solo più lievi i sintomi della malattia le ragioni non sono quelle di gestire la crisi sanitaria ma quelle di costringere illegittimamente la popolazione a sottoporsi a una sperimentazione di massa senza il loro consenso informato e libero, come prevede l’art. 3 par. 2 della Carta Europea dei diritti fondamentali e in contrasto con la dignità della persona umana in violazione dell’art. 32 comma 2 della Costituzione Italiana.
Mascherine - Sputnik Italia, 1920, 09.08.2021
Dpcm Conte su mascherine a studenti under 12 "illegittimi" per il Tar del Lazio
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