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Covid, Zangrillo: stop a campagne del terrore, si pensi anche a chi è affetto da altre malattie

© REUTERS / Jon NazcaIniezione del vaccino
Iniezione del vaccino - Sputnik Italia, 1920, 12.08.2021
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È da un mese che il noto professore Alberto Zangrillo rimprovera quei media che mettono il coronavirus in prima pagina e nei titoli delle televisioni come se non vi fosse nient'altro di cui scrivere o parlare.
Ed al Corriere della Sera, il professore Zangrillo ha ribadito di ritenere “inutili e dannosi i bollettini quotidiani con i dati sui contagi.”
Secondo Zangrillo, se proseguiamo sulla strada della rincorsa ai numeri e delle “fantasie di pseudo-scienziati, perdiamo di vista le basi fondamentali dell’umanità”.
La campagna del terrore in atto, dice Zangrillo, distoglie “l’attenzione e le forze dai veri problemi”. Oggi è arrivato il momento “di occuparsi degli altri malati: gli oncologici, i cardiopatici, chi ha malattie neurologiche e patologie croniche”.
Questi sono diventati “malati dimenticati”, secondo il professor Zangrillo, di loro non si parla più, come non si parla quasi più delle campagne di prevenzione.

La proposta del prof. Zangrillo

Si torni a pensare anche a coloro affetti da altre malattie con “una cabina di regia governativa che, nel rispetto dell’autonomia delle Regioni, fissi obiettivi e metta risorse per tornare a seguire chi sta davvero male”.
E il professore lancia un allarme serio: rischiamo di perdere persone a causa di malattie dimenticate, perché le loro condizioni sanitarie “rischiano di aggravarsi in modo irrimediabile”.
Non possiamo seguire, insomma, solo i malati di Covid-19, perché “il ritorno alla realtà a settembre proporrà ben altro, ossia il riacutizzarsi delle patologie croniche. Mentre oggi tutti sono concentrati sulla saturazione dei posti letto in Sardegna e Sicilia: è evidente che lì la situazione è così perché ai problemi degli abitanti si sommano quelli dei turisti. Ma da fine agosto tutto tornerà nella normalità”.

Sui no-vax

Infine la sua presa d’atto, più che di posizione, nei confronti di chi non vuol vaccinarsi.
“Come scritto anche da Nature, quasi il 20% della popolazione non si vaccinerà. E su questo c’è poco da fare. C’è uno zoccolo duro di scettici che è difficile da scalfire”.
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