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Non solo variante ‘Delta’: scienziati americani valutano il pericolo della variante ‘Iota’

© REUTERS / Emilie Madi I medici lavorano in terapia intensiva
I medici lavorano in terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 11.08.2021
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Il ceppo di coronavirus, individuato per la prima volta a New York nel novembre del 2020, noto come ‘Variante Iota’, e da allora trovato in almeno 27 altri paesi nel mondo, sarebbe più contagioso e più letale del ceppo tradizionale, secondo uno studio recentemente condotto da scienziati americani.
La variante Iota (nona lettera dell’alfabeto greco), nota anche con la classificazione scientifica Lineage B.1.617.2, sarebbe ancora più pericolosa della variante Delta (quarta lettera dell’alfabeto greco), la Lineage B.1.526, e decisamente più trasmissibile e letale del coronavirus che conoscevamo in origine.
A questa conclusione è giunto un gruppo di scienziati del New York City Department of Health and Mental Hygiene e del M. Meilman della Columbia University, la cui prestampa di ricerca è stata pubblicata sul portale scientifico medrxiv.org.
Gli esperti hanno studiato i dati epidemiologici raccolti a New York dal novembre 2020 all’aprile 2021 e le loro analisi concludono che tale variante del virus sarebbe capace di trasmettersi il 15-25% più velocemente di altre mutazioni conosciute, nonché avrebbe un indice di letalità più alto rispetto ad altri ceppi.

In dettaglio, la variante aumenta i tassi di mortalità per infezione del 46% nella fascia di età tra i 45/64 anni, addirittura dell’82% tra i 65/74 anni, e del 62% oltre i 75 anni.

Il tasso di letalità dei ceppi di coronavirus tradizionali, secondo la maggior parte delle pubblicazioni scientifiche, va dallo 0,3% fino all’1,5%. In Russia, il tasso di mortalità per COVID-19 sarebbe all’1,7%, aveva affermato il Ministero della Salute a novembre, tuttavia è difficile calcolare il tasso esatto, dal momento che per fare ciò sarebbe necessario conoscere il numero esatto dei contagiati, poiché è su questo numeratore che va calcolato il denominatore dei morti.
Il numero effettivo di contagi, a sua volta, è una funzione anche del numero dei controlli, che è alterato dagli asintomatici o da coloro che accusano sintomi modesti e non si sottopongo agli stessi.
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