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Non si può licenziare chi omette al datore di lavoro di aver avuto contatti col virus

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Pescatore al lavoro - Sputnik Italia, 1920, 11.08.2021
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Tra le tantissime situazioni complesse, generate dalla pandemia, in ambito lavorativo si ritrova anche il caso del dipendente che non informa il datore di lavoro di essere entrato in contatto con persone positive al coronavirus Sars-CoV-2.
Se il contatto risulta essere indiretto, il dipendente non rischia il licenziamento per non avere avvertito il datore di lavoro, perché non mette in pericolo serio la sicurezza del contesto in cui lavora.

Questa la sentenza emessa dal Tribunale di Treviso, e poi anche dalla Corte d’appello di Palermo, che hanno dovuto emettere sentenza su due vicende analoghe, ma distinte, verificatesi nei mesi più duri della pandemia.

In sostanza le cose stanno così.
Anche se è vero che il dipendente deve avvisare il datore di lavoro di qualsiasi situazione di pericolo cui venga a conoscenza, in ottemperanza all’articolo 20 del decreto legislativo 81/2008, e che la direttiva Ue 2020/739, recepita dall’Italia con l’articolo 4 del decreto legge 125/2020, ha incluso il Covid-19 tra gli agenti biologici da cui è obbligatoria la protezione anche nell’ambiente di lavoro, nel caso specifico, per il Tribunale di Treviso (sentenza 278 del 7 luglio 2021) la situazione non ha rappresentato un serio e concreto pericolo per la sicurezza nel contesto di lavoro, come riportato da Il Sole 24 Ore.
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