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Covid, Locatelli: "Dal prossimo autunno vaccino anche ai bambini"

© Sputnik . Danilo Garcia di Meo / Vai alla galleria fotograficaSanificazione di un'aula scolastica
Sanificazione di un'aula scolastica - Sputnik Italia, 1920, 11.08.2021
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Secondo il coordinatore del Cts, l'autorizzazione del vaccino anti-Covid per i più piccoli dovrebbe arrivare a novembre: "Vaccinare i bambini per evitare focolai nelle scuole e limitare la circolazione del virus".
Vaccinare anche i bambini per evitare focolai nelle scuole e limitare la circolazione del virus. È l’appello del coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli che, in un’intervista al Messaggero, annuncia che per novembre è atteso il via libera per vaccinare i più piccoli con i vaccini prodotti da Pfizer e Moderna.
Le due case farmaceutiche americane hanno già avviato gli studi e nelle scorse settimane la Fda statunitense avrebbe chiesto di ampliarli ulteriormente proprio per scongiurare il rischio di effetti collaterali, anche rari.
Immunizzare i più piccoli permetterà, secondo il professore, di scongiurare “il ricorso alla didattica a distanza” e di limitare fortemente la circolazione del virus.
“In Italia, da inizio pandemia, - ricorda Locatelli - sono morti 28 pazienti di età pediatrica. E di questi 13 avevano meno di 10 anni. Così distribuiti: 4 sotto i 3 anni, 4 dai 3 ai 5 anni, 5 dai 6 ai 10 anni”.
Con Il Messaggero il coordinatore del Cts fa poi il punto sulla campagna vaccinale. Finora è stato immunizzato il 63 per cento degli italiani a partire dai 12 anni, mentre il 68 per cento ha ricevuto almeno una dose. Le dosi somministrate, secondo i dati forniti dal medico, sono state 72 milioni, il 97 per cento di quelle arrivate nel nostro Paese.
“Abbiamo una copertura decisamente molto buona per gli over 80, il 92 per cento è vaccinato. Esiste, però, anche un grande lavoro da fare per mettere in sicurezza quelli delle decadi precedenti”, annota però il coordinatore del Cts, che mette in guardia sui rischi del Covid nelle fasce di 50-59 e 40-49 anni.
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“Oggi – spiega Locatelli - la maggior parte delle persone ricoverate è non vaccinata o ha ricevuto solo la prima dose. Quanto ci hanno offerto i vaccini, in termini di protezione da patologia grave, è straordinario. Tutti gli studi parlano del 97 per cento di protezione dal rischio di terapia intensiva o decesso”.
Insomma, sebbene non protegga totalmente dall’infezione, il vaccino si è dimostrato efficace nello scongiurare le conseguenze gravi della malattia.
In questa fase, sottolinea ancora l'esperto, è prioritario, quindi, “completare la copertura vaccinale degli ultra cinquantenni; dar corso alla protezione della fascia di età 12-18 anni in vista della riapertura delle scuole; prevedere la terza dose per i soggetti immunodepressi”.
Infine, sul Green pass, l’idea del prof. è che il suo utilizzo possa essere esteso anche ad altri ambiti. “Credo – spiega ancora al Messaggero - che potrebbe essere utilizzato anche in tutti i settori della pubblica amministrazione in cui i lavoratori abbiano il contatto con il pubblico”.
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