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Covid, direttore dello Spallanzani chiede stop a 3° dose e dice no ai vaccini per bambini

© Filippo AttiliInfermiera prepara un vaccino
Infermiera prepara un vaccino - Sputnik Italia, 1920, 11.08.2021
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Per Francesco Vaia inutile far "pendere la bilancia verso il rischio".
Il direttore dell'Istituto Inmi Spallanzani Francesco Vaia, intervistato durante Timeline su Sky Tg24, si è espresso contro la vaccinazione anti-Covid per i bambini under 12, così come ha chiesto alle case farmaceutiche di fermarsi alla terza dose di vaccino per rafforzare l'immunità al Covid, per non "pendere la bilancia verso il rischio".

"Io dico alle industrie: ‘fermiamoci’ rispetto alla terza dose" dei vaccini anti-Covid "per la quale non dobbiamo accelerare ma pensare alla memoria immunologica e ai linfociti T, e per le popolazioni che non sono statisticamente rilevanti rispetto alla malattia non facciamo pendere la bilancia verso il rischio".

In particolare Vaia ha motivato razionalmente la sua contrarietà alla vaccinazione contro il Covid dei bambini, respingendo allo stesso tempo quanto sostenuto da alcuni complottisti no-vax.
"E' statisticamente irrilevante non solo il contagio ma anche la malattia nei bambini al di sotto dei 12 anni. In questo caso quindi la bilancia rischio-beneficio penderebbe tutta dalla parte del rischio. Il problema non è l’Rna che resta nell’organismo, per cui domani facciamo i bambini con la testa d’elefante, questa è un’informazione medievale che non c’entra nulla. Il problema è che comunque noi possiamo avere degli effetti collaterali. Nei bambini non c’è questo contagio così imponente e non c’è la malattia".
Infine il direttore dello Spallanzani ha osservato che la gran parte dei ricoverati non vaccinati negli ultimi giorni sono over 50 che hanno rinunciato a concludere il ciclo vaccinale con la seconda dose di AstraZeneca.
"Tra i non vaccinati che si ricoverano l’età media è fra i 50-60 anni, tutte persone in quelle fasce d’età che sono i figli della nostra cattiva comunicazione, gli ‘esitanti dell’AstraZeneca’, tanto per essere chiari, che non si sono vaccinati e sono oltre due milioni".
In base all'ultimo bollettino, in Italia ci sono 118.761 positivi. Gli asintomatici o i positivi con sintomi lievi in isolamento domiciliare sono 115.476, pari a circa il 97,2% del totale. I ricoverati con sintomi sono 2.948, 68 in più di un giorno fa, mentre i pazienti nelle terapie intensive sono 337, 15 in più di ieri a fronte di 40 nuovi ingressi.
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