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Green pass, Pregliasco a Sputnik: "La normalità? Non prima di due o tre anni"

Fabrizio Pregliasco - Sputnik Italia, 1920, 10.08.2021
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Per il virologo dell'Università degli Studi di Milano la pandemia si "spegnerà nel giro di due o tre anni" e il green pass non riduce del tutto il rischio di contagio: "Anche un contatto tra vaccinati con le mascherine porta con sé una minima probabilità di infezione".
Il green pass potrebbe accompagnarci per i prossimi due o tre anni. È questo l’arco di tempo in cui la pandemia potrebbe “spegnersi” secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore dell’Irccs Galeazzi, raggiunto al telefono da Sputnik Italia per fare il punto sullo stato dell’epidemia di Covid nel nostro Paese.
— In queste ore si discute dell’introduzione dell’obbligo di green pass per alcune categorie di lavoratori, è d’accordo?
— So che ci sono dei dubbi riguardo a potenziali discriminazioni. Personalmente sono favorevole al green pass, ma rappresenta una norma di spinta e per questo credo che debba essere applicata in progressione. Adesso siamo ancora in una fase di rodaggio e in una situazione fluida, bisogna procedere per gradi anche per facilitarne l’accettazione.
— Pensa che l’obbligo di green pass potrà essere esteso anche agli studenti?
— Ci sono già degli studi per somministrare il vaccino ai bambini dai cinque anni in poi. Anche qui bisogna valutare da una parte l’efficacia, che si sta dimostrando buona, e poi che non emergano rischi particolari.
Innanzitutto, vanno vaccinati i docenti perché hanno una funzione sociale e si ritrovano in situazioni di rischio, con una lunga permanenza a contatto con i giovani, che possono diffondere la malattia. Dovremmo valutare anche in funzione di quello che sarà l’andamento epidemiologico.
— Che ne pensa di chi, tra i suoi colleghi, sostiene che il green pass non serva a creare ambienti sicuri, ad esempio nei ristoranti?
— Sono d’accordo nel dire che il green pass serva ad incentivare le vaccinazioni. Sicuramente non è risolutivo ma ha questa funzione.
— Quindi c’è il rischio di contagiarsi anche con il green pass?
— Il concetto è che in questa fase epidemica della malattia ogni contatto interumano porta con sé una probabilità di contrarre la malattia.

Anche un contatto tra vaccinati con le mascherine porta con sé una minima probabilità di infezione. Sicuramente il rischio si riduce se si è vaccinati e se si mantengono comportamenti corretti. Non è facile, non c’è un manuale, ma con il green pass si riducono sicuramente le occasioni rischio. E mangiare insieme è una di quelle.

— Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi mesi?
— L’attuale ondata andrà sicuramente a spegnersi finito l’effetto degli Europei di calcio, ma io temo che l’autunno con le condizioni meteo che cambieranno, l’aumento dei contatti che ci sarà in queste settimane, i viaggi e la riapertura delle scuole, ci porrà davanti ad un nuovo colpo di coda del virus. Dovremo lavorare per far fronte ad una situazione non piacevole.
— Pensa che ci potranno essere anche nuovi lockdown?
— Io spero di no, al limite interventi chirurgici, l’obiettivo è non stravolgere la vita delle persone.
— Ma quando potremmo tornare alla normalità?

— Qui il virus ci frega sempre, dipenderà da quante e quali varianti emergeranno. Io penso che non ci sarà la fine della pandemia da un giorno all’altro, ma uno spegnimento nell’arco di due o tre anni.

— E lo strumento del green pass ci accompagnerà per tutto questo tempo?
— Potrebbe esserci questa triste necessità. Magari con l’aumento delle vaccinazioni e le dosi di richiamo non ce ne sarà più bisogno. Questo dipenderà dall’andamento epidemiologico nei prossimi mesi, ma con il Covid è difficile fare previsioni che vengano rispettate.
— Quindi la terza dose di vaccino sarà necessaria?
— È un argomento dibattuto. Per ora non abbiamo certezza della durata della copertura vaccinale, ci sono indicazioni positive su una durata che va dai 9 ai 12 mesi. Io penso che per quest’anno ci sarà sicuramente una terza dose per i fragili e gli immunodepressi. E poi bisogna valutare anche la posizione degli operatori sanitari. Il mio green pass, ad esempio, scade ad ottobre perché mi sono vaccinato a dicembre del 2020.
— Per quelli nella sua situazione cosa succederà?

— Si potrebbe pensare ad un aumento legale della protezione e quindi della validità del certificato, almeno fino a 12 mesi. Poi, eventualmente, valutare una terza dose di richiamo.

— La preoccupa la diffusione di nuove varianti, come la Lambda?
— Per ora il dato rassicurante è che con le varianti che sono emerse è sempre aumentata la contagiosità, ma non la perdita di protezione dai vaccini, che sembrano continuare ad essere efficaci.
— Ci avviciniamo al Ferragosto, quali sono i consigli per vivere le vacanze estive in sicurezza?
— Bisogna farsi guidare dal buon senso e non abbassare la guardia perché il rischio c’è e dobbiamo gestire al meglio questa situazione.
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