Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Consigliere OMS si dice 'ottimista' su epidemia di virus Marburg in Guinea: sarà contenuta

© AP Photo / Michael DuffL'infermiere italiano era rimasto infettato dall'Ebola durante la sua permanenza in un campo Emergency in Sierra Leone.
L'infermiere italiano era rimasto infettato dall'Ebola durante la sua permanenza in un campo Emergency in Sierra Leone. - Sputnik Italia, 1920, 10.08.2021
Seguici su
C'è ottimismo sul fatto che i funzionari sanitari riescano a contenere il focolaio del virus di Marburg, che ha recentemente stroncato un uomo nel paese africano della Guinea. Si tratta di un virus simile all'Ebola, che comporta febbre emorragica.
Lo ha riferito Robert Steffen, professore emerito di epidemiologia all'Università di Zurigo e consigliere dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
I funzionari sanitari della Guinea hanno confermato che un uomo è morto a causa della malattia, che ha tra i sintomi mal di testa, vomito ed emorragie, ha riferito lunedì l'OMS.
Steffen, che ha presieduto il comitato d'emergenza dell'OMS su Ebola, ha detto che si nutrono alte speranze sul fatto che la diffusione del virus possa essere contenuta, dato che le persone venute a contatto con quelle decedute non hanno ancora sviluppato sintomi.

“In tre giorni, un solo paziente è morto, il 2 agosto, e i suoi quattro contatti stretti ad alto rischio non presentano sintomi. Altri 145 contatti sono stati identificati e vengono monitorati. In considerazione del fatto che il paziente zero aveva già sviluppato i sintomi il 25 luglio, e sapendo che il periodo di incubazione varia dai 2 ai 21 giorni, sono moderatamente ottimista e naturalmente speranzoso che questo non si sviluppi in un'epidemia maggiore”, ha affermato.

L'individuo morto per il virus di Marburg si trovava nel distretto di Gueckedou, in Guinea, dove a inizio anno sono stati registrati casi di Ebola. È la prima volta in assoluto che il virus viene segnalato nell'Africa occidentale.
Steffen ha affermato che i funzionari sono preoccupati che il virus di Marburg possa diffondersi nei paesi vicini del Sierra Leone e della Liberia.
Per quanto riguarda la mortalità del virus, l'epidemiologo ha fatto notare che dipende molto dal ceppo del virus.

“Mentre nelle epidemie di Ebola il tasso di mortalità supera sempre il 60%, il risultato nella malattia da virus di Marburg dipende dal ceppo del virus stesso. In Uganda, nel 2012, 'solo' 4 su 17 (27%) sono morti, mentre nelle epidemie più grandi, avvenute nel 2005 in Angola (374 casi) e prima nella Repubblica Democratica del Congo (154 casi), sono morti rispettivamente l'88% e l'83% dei pazienti”, ha osservato Steffen.

Il virus di Marburg condivide somiglianze con l'influenza aviaria e la sindrome respiratoria del Medio Oriente, infatti si ipotizza che il virus venga trasmesso agli esseri umani dagli animali.
Si ritiene che i pipistrelli della frutta africani siano l'ospite naturale del virus Marburg, ha dichiarato Steffen, sottolineando come gli animali e gli esseri umani siano a stretto contatto nell'Africa occidentale.

“Si ritiene che i pipistrelli della frutta siano l'ospite naturale del virus Marburg. In parti remote dell'Africa (e altrove), c'è tradizionalmente una stretta interazione animale-uomo, infatti i pipistrelli possono essere trovati nei mercati”, ha detto il consigliere dell'OMS.

L'ultimo focolaio conosciuto del virus di Marburg è stato registrato nel paese africano dell'Uganda nel 2017. In quell'occasione, tre persone sono morte nei distretti ugandesi orientali di Kween e Kapchorwa.
Dal 1967 ad oggi sono stati segnalati 12 grandi focolai del virus di Marburg.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала