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‘Non realistico’: Danimarca e Islanda, vaccinazione non ha portato a immunità di gregge

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Bandiere della Danimarca - Sputnik Italia, 1920, 09.08.2021
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Prima dell'emergere delle varianti più contagiose del coronavirus, le stime collocavano la soglia per l'immunità di gregge tra il 60% e il 70% della popolazione. Tuttavia, il crescente dominio del ceppo Delta, che è anche più abile nell'eludere i vaccini, ha messo in discussione questo calcolo basato sugli alti tassi di vaccinazione.
Con il prorompere del più contagioso ceppo Delta, lo State Serum Institute, l'agenzia danese per le malattie infettive, ha affermato che non crede più che sarà possibile ottenere l'immunità di gregge attraverso la vaccinazione, il che implica che il Sars-CoV-2 potrebbe continuare a circolare negli anni a venire.
“Non è realistico ottenere l'immunità di gregge, nel senso che non avremo più alcuna diffusione dell'infezione”, ha dichiarato al quotidiano BT il direttore accademico ad interim di SSI, Tyra Grove Krause.
Con immunità di gregge si intende che un numero sufficiente di persone diventa immune ad una malattia infettiva, il cui numero di riproduzione, o tasso R (il numero di elementi infettati da una persona infetta), scende al di sotto di uno, senza misure di contrasto in atto.
Prima dell'emergere di varianti più contagiose, come i ceppi Alpha e Delta, le stime fissavano la soglia per l'immunità di gregge tra il 60 e il 70 percento della popolazione. Tuttavia, il crescente dominio del ceppo Delta, che può infettare facilmente anche le persone vaccinate, ha messo in discussione questo calcolo.
"Se i vaccini fossero efficaci al 100% contro le varianti e avessimo una copertura vaccinale del 100% tra coloro che hanno 12 anni e più, allora potremmo sperare di ottenere un'effettiva immunità di gregge contro la variante Delta", ha detto Krause. "Ma purtroppo questa non è la realtà, non possiamo riuscirci".
Krause ha ammesso che avremo ulteriori focolai di Covid-19, ma ha azzardato che le nuove ondate avranno un aspetto diverso da quelle viste in passato.
"Vedremo ancora infezioni da Covid-19, ma non avremo casi seri nella misura in cui li abbiamo avuti in passato, poiché il vaccino ci proteggerà efficacemente contro le complicazioni gravi", ha detto, assicurando che le nuove ondate di per sé non saranno motivo di allarme.
"Stiamo entrando in un periodo in cui saremo in grado di tollerare tassi di infezione molto più elevati rispetto a prima, perché coloro che verranno infettati non si ammaleranno gravemente. I requisiti per definire un tasso di infezione come 'alto' sono cambiati considerevolmente".
Krause ha affermato che anche il ceppo Delta non minaccia seriamente il programma di vaccinazione, poiché "è rimasto ancora un alto livello di protezione contro la malattia". Secondo lei, questo è in linea con l’obiettivo dei vaccini: "Prevenire malattie gravi, non eliminare il virus". Per Krause, la grande domanda è per quanto tempo i vaccini rimarranno efficaci.
Green pass - Sputnik Italia, 1920, 09.08.2021
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In precedenza, anche il capo epidemiologo islandese, Thórólfur Gudnason, era giunto alla stessa conclusione che la vaccinazione non ha portato all’immunità di gregge sperata. Nelle ultime settimane, la variante Delta ha superato tutte le altre in Islanda, una delle nazioni più vaccinate d'Europa, superando i precedenti record di infezione e mettendo in chiaro che anche le persone vaccinate possono facilmente contrare la malattia e diffonderla.
Secondo Thórólfur Gudnason, metà dei ricoverati erano stati vaccinati. Gudnason ha anche avvertito che la pandemia di Covid-19 non finirà presto e chiede di prepararsi ad affrontare le prossime sfide. Per affrontare il crescente problema, l'Islanda ha già reintrodotto le restrizioni sociali, dopo averle abolite all'inizio di quest'estate.
Thórólfur Gudnason ha osservato che l'immunità di gregge si può raggiungere solo in due modi: tramite la diffusione naturale dell'infezione stessa e tramite la vaccinazione.
"La questione è se ha senso provare a raggiungere l'immunità di gregge affievolendo" le misure di contenimento, ha spiegato in una intervista con il giornale Visir.
L'Islanda con i suoi 330.000 abitanti, ha registrato 8.700 casi e 30 morti. La Danimarca ha una popolazione di 5,8 milioni di persone, ed ha registrato 323.000 casi e 2.500 morti.
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