Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Il mistero del lago Issyk-Kul: lì è sepolto il primo evangelista?

© Foto : Roskosmos / Ivan VagnerLago Issyk-Kul e le creste circostanti del Tien Shan settentrionale, Kirghizistan
Lago Issyk-Kul e le creste circostanti del Tien Shan settentrionale, Kirghizistan - Sputnik Italia, 1920, 09.08.2021
Seguici su
La liturgia ortodossa prevede la celebrazione della festa dei 12 apostoli. Fra di essi un posto d’onore è riservato all’apostolo Matteo, considerato l’autore del primo Vangelo. Tuttavia, della sua vita si conosce molto poco. Sputnik approfondisce per voi dove si trovi esattamente il luogo della sua sepoltura.

Esattore delle tasse fatto santo

A differenza degli altri discepoli di Cristo, Matteo non apparteneva al basso popolo. La sua occupazione principale, infatti, era la riscossione delle tasse a beneficio del governo di Roma. Non c’era una occupazione più denigrante agli occhi degli ebrei di quell’epoca: infatti, l’esattore toglieva alla popolazione locale per fare gli interessi della potenza occupante e tratteneva per sé parte delle somme esatte. Ad essere più colpiti dalla riscossione era i popolani più poveri, gruppo dal quale poi furono selezionati gli altri 11 discepoli del Cristo. E lo stesso Salvatore, come si evince dal Vangelo, si pone in difesa dei più deboli.
CC0 / Dominio pubblico / San Matteo e l'angelo di Caravaggio
San Matteo e l'angelo di Caravaggio - Sputnik Italia, 1920, 09.08.2021
San Matteo e l'angelo di Caravaggio
È interessante, però, che proprio un agiato “traditore del popolo ebraico” sia stato uno dei primi ad aderire alla nuova religione. E, come si legge nelle Scritture, in maniera incondizionata.
“Andando via di là, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: "Seguimi". Ed egli si alzò e lo seguì”, si legge nel Vangelo.
Ma testimonianze affidabili su Matteo si fermano qui. Nelle Sacre Scritture non vengono menzionati altri fatti relativi alla sua vita. Soltanto grazie alla tradizione orale è stato tramandato qualche altro dettaglio della sua vita. Dopo la crocifissione del Cristo l’apostolo partì per predicare in Macedonia, Siria, Persia, Partia e Media e girò tutta l’Etiopia perse la vita. In Etiopia arrivò nella terra dei cannibali, in una cittadina denominata Mirmena, dove, convertendo alcune anime al Signore, costruì una piccola chiesa.
Sempre in Etiopia, secondo la tradizione, volevano giustiziarlo per volere del re locale. Il discepolo di Cristo venne fissato a delle travi di legno per essere arso vivo. Ma il fuoco improvvisamente si raffreddò. Il santo fu liberato e dopo poco morì in pace. Non è noto dove fu seppellito il corpo. Il luogo della sepoltura dell’apostolo, a differenza di quella degli altri seguaci del Cristo, è ad oggi sconosciuto.

Due Etiopie

I dati in nostro possesso sulla vita del santo ci portano a pensare di poter trovare la sepoltura dell’evangelista in Africa. Questo è dovuto anche al fatto che l’apostolo è venerato dalla Chiesa etiope visto che, secondo la tradizione, sarebbe stato proprio San Matteo a portare il cristianesimo in quest’area. Tuttavia, tra l’Etiopia dei nostri giorni e quella dell’antichità c’è una grande differenza.
Infatti, 2.000 anni la denominazione “Etiopia” non aveva una precisa connotazione geografica. Con Etiopia si intendevano territori abitati da persone “dalla pelle scura”. Questi territori potevano trovarsi dovunque, anche in India.
Gli esperti però stanno seguendo una pista: Matteo, secondo la tradizione, è venuto a mancare nella città di Mirmena che esisteva davvero: in Caucaso, non in Africa. Nell’antichità questa regione era definita Etiopia pontica.
Firenze, Toscana - Sputnik Italia, 1920, 14.01.2021
Azione Cristiana Evangelica: "No a deposito di scorie nucleari in Toscana"

Matteo e Mattia

Duemila anni fa l’Etiopia pontica era parte del vasto Impero romano. Tracce della presenza romane si possono ancora oggi vedere in Georgia: a 15 chilometri a sud di Batumi si trova la fortezza di Gonio nella quale si legge l’iscrizione “Tomba dell’apostolo Matteo”. Tuttavia, non si vedono folle di pellegrini alla fortezza in quanto questa reliquia non è particolarmente conosciuta nel mondo cristiano. Infatti, non c’è consenso sul fatto che l’evangelista sia realmente sepolto lì. Secondo alcuni ricercatori è assolutamente possibile che si tratti di un altro discepolo del Cristo con un altro nome, ossia Mattia. Di lui si sa molto poco. Viene citato soltanto negli Atti degli Apostoli.
E curiosamente anche il suo percorso di predicazione, secondo la tradizione, passò per l’Etiopia. I ricercatori credono che sia probabile che le biografie dei due santi per molti secoli sia siano “intrecciate” rendendo oggi poco chiaro chi dei due sia sepolto in Georgia.
La situazione è complicata dal fatto che le autorità locali non consentono agli archeologi di scavare nel luogo della presunta sepoltura.
Papa Francesco - Sputnik Italia, 1920, 16.07.2021
Messa in Latino, stretta di papa Francesco: modifica la norma Ratzinger

“Miracolo” italiano

Ad ogni modo è possibile che l’evangelista Matteo sia stato seppellito altrove. I cattolici, ad esempio, credono che la sua sepoltura si trova a Salerno. Lì, al di sotto del duomo dell’XI secolo, si trova una cripta riccamente decorata con le reliquie del santo.
La chiesa cattolica ritiene che le reliquie dell’apostolo siano giunte in Italia già nel primo secolo d.C. Secondo la tradizione, l’apostolo dopo 1.000 anni sarebbe arrivato in sogno a una donna del luogo e le avrebbe mostrato il luogo della sepoltura. Si scavò nel luogo indicato e le reliquie del discepolo cominciarono a essudare un olio miracoloso. Avendo assistito al miracolo il papa Gregorio VII ordinò di traslare le reliquie nel Duomo di Salerno che venne dedicato dopo quest’evento proprio a San Matteo.
Oggi il Duomo di San Matteo è riportato in tutte le guide cattoliche per pellegrini come luogo dove risiedono le reliquie dell’apostolo. Tuttavia, ad oggi non esiste alcuna prova documentale. Il Vaticano sostiene che in base alla tradizione le reliquie appartengono all’apostolo Matteo. Tuttavia, non chiarisce che con l’altisonante parola “reliquie” s’intende nella realtà soltanto un dente.
Ma, indipendentemente da questo, i ricercatori hanno trovato una pista proprio in Italia.

Una pista sulla mappa

A metà del XIX secolo il noto ricercatore russo Petr Semenov-Tyan-Shansky si trovava a Venezia e stava studiando l’Atlante catalano, un planisfero medioevale. Sulla mappa trovò un indizio curioso che fece modificare l’approccio alle ricerche della sepoltura dell’apostolo.
“Un luogo chiamato Issyk-Kul. Qui si trovava il monastero dei fratelli armeni dove dimora il corpo del santo Matteo, apostolo ed evangelista”, questo è ciò che lesse.
Sulla mappa il monastero era collegato da una linea con Gerusalemme, il che ne sottolineava l’importanza.
Questi dati erano in linea con la tradizione orale dei cristiani locali. Infatti, costoro sin dall’antichità credevano che nei territori corrispondenti all’attuale Kirghizistan l’apostolo Matteo predicasse insieme a Tommaso, altro discepolo del Cristo. Tuttavia, non si riuscì a verificare la versione del grande viaggiatore russo per oltre 200 anni.
L’Atlante catalano - Sputnik Italia, 1920, 09.08.2021
L’Atlante catalano
Soltanto nel 2015 una spedizione archeologica congiunta russo-kirghisa dichiarò di aver effettuato una scoperta sensazionale. I ricercatori scoprirono un frammento di un utensile in ceramica con iscrizioni armene e siriane. La lingua siriana, oggi scomparsa, veniva utilizzata per finalità liturgiche nelle comunità cristiane del Medio Oriente e dell’Asia centrale. Mentre il testo in armeno è la dimostrazione del fatto che l’antico monastero in cui si credeva che fosse sepolto l’apostolo Matteo è esistito davvero.
“Probabilmente questo utensile veniva usato durante i rituali. Speriamo che la nostra ipotesi sulla sepoltura di Matteo sia vera e che vi saranno nuove prove”, osserva Dmitry Gorn, membro della spedizione.
Gli archeologici hanno studiato soltanto una piccola area del fondale dell’Issyk-Kul. È assolutamente probabile che debbano ancora fare la scoperta più grande, ossia la sepoltura dell’apostolo ed evangelista Matteo.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала