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Greta Thunberg diventa star per Vogue e critica l'industria della moda

© AP Photo / Matt DunhamClimate activist Greta Thunberg, from Sweden marches with other demonstrators as she participates in a school strike climate protest in Bristol, south west England, Friday, Feb. 28, 2020.
Climate activist Greta Thunberg, from Sweden marches with other demonstrators as she participates in a school strike climate protest in Bristol, south west England, Friday, Feb. 28, 2020. - Sputnik Italia, 1920, 09.08.2021
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L'attivista per il clima finisce sulla copertina del primo numero di Vogue Scandinavia. E su Twitter si scaglia contro l'industria del fashion: "Fa ecologismo di facciata".
Dalla redazione avevano annunciato che sarebbe stato un esordio all’insegna della sostenibilità quello della 28esima edizione di Vogue, dedicata ai Paesi scandinavi.
Non è un caso, quindi, che sulla prima copertina della versione nordica dell’iconica rivista di moda, non ci sia un’indossatrice ma la protagonista delle lotte contro il cambiamento climatico.
Greta Thunberg diventa la star del primo numero di Vogue Scandinavia che la definisce “la voce di una generazione”. A fotografarla sono Iris e Mattias Alexandrov Klum.
La giovane attivista 18enne è raffigurata con un trench oversize indossato sopra un abito a fiori, mentre accarezza un cavallo (tra i suoi animali preferiti) immersa nella tranquillità di un bosco.
“Vorrei tornare a scuola e non dovermi preoccupare del clima, ma finché sarà necessario che io sia un’attivista probabilmente sarò un’attivista”, dice la ragazza intervistata dal magazine.
E non risparmia critiche all’industria del fashion, colpevole, secondo Greta, di essere tra i maggiori responsabili dei cambiamenti climatici.
I marchi più famosi, incalza l’attivista, devono assumersi la responsabilità dell’impatto ambientale dei propri prodotti.
“L’industria della moda - scrive in un tweet – contribuisce pesantemente ai cambiamenti climatici e all’emergenza ecologica, senza menzionare il suo impatto sugli innumerevoli lavoratori e le comunità che vengono sfruttati in giro per il mondo per consentire a qualcuno di godere del ‘fast fashion’ che molti trattano come usa e getta”.
Thunberg accusa i principali marchi di fare “ecologismo di facciata” lanciando campagne “green” e “sostenibili”. “Non si possono produrre capi in massa o consumare in modo sostenibile nel mondo di oggi. – attacca l’attivista sui social – Questa è una delle principali ragioni per cui abbiamo bisogno di un cambiamento sistematico”.
Secondo le Nazioni Unite l’industria del fashion è la seconda più inquinante al mondo e, ricorda la Bbc, incide per oltre il 20 per cento sul consumo globale di acqua e per l’8 per cento del totale mondiale delle emissioni di CO2.
Sempre su Vogue, la ragazza candidata al Nobel rivela il suo approccio “sostenibile” al mondo della moda: “L’ultimo vestito che ho acquistato l’ho comprato tre anni fa ed era di seconda mano”.
La nuova edizione di Vogue Scandinavia, sempre per ridurre al minimo l’impatto ambientale, sarà disponibile in versione cartacea solo facendone richiesta sullo store digitale.
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