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Green Pass: Zaia difende i gestori di locali, "sono lì per fare bistecche, non i poliziotti"

© Sputnik . Konstantin Chalabov / Vai alla galleria fotograficaVerona.
Verona. - Sputnik Italia, 1920, 09.08.2021
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Tamponi a costi calmierati, ma anche un nuovo modo di gestirli per non sovraccaricare il sistema. E ancora i ristoratori che non sono poliziotti. Zaia interviene a tutto tondo sull'argomento caldo dell'estate: il green pass.
“Penso che in questa fase non debba diventare una guerra di religione, la situazione va gestita con buonsenso sia dagli avventori, che dai gestori, che dalle forze di Polizia. Non può diventare una caccia estrema”, a chi ha e chi non ha il green pass. Lo ha affermato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, come riportato dall’agenzia di stampa Ansa.
Zaia ha ritenuto che “non si può scaricare sui gestori il controllo totale. In teoria il green pass non è un documento di identificazione. I gestori sono lì per fare pesce alla griglia e bistecche, non i poliziotti”.
Proseguendo con il discorso sul passaporto vaccinale, il presidente del Veneto ha detto che “ci vuole un periodo di assestamento. Non voglio portare avanti le tesi di nessuno perché abbiamo tanti casi di vaccinati che non riescono ad avere il green pass: se tu applichi una legge lo devi fare sapendo che tutti possano essere nelle condizioni di poter dimostrare la loro condotta legale rispetto a quello che viene chiesto”.
Zaia si riferisce a quei lavoratori italiani, vaccinati in paesi esterni all’Unione Europea, che non hanno ricevuto il green pass per questioni puramente burocratiche.
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Costo dei tamponi

Per quanto riguarda il costo dei tamponi, in Veneto, le tariffe per chi vuole fare il tampone e non vaccinarsi rispecchiano lo standard nazionale, variando dagli 8 ai 22 euro.
“Oltre alle farmacie, prevederemo dei punti tampone con il pos. Ad esempio i tedeschi, che devono fare il test per rientrare a casa, pagheranno 22 euro”, ha detto Zaia.
Che poi ha precisato come “l'accesso diretto ai tamponi non sarà più garantito, perché il nostro sistema va in crash. Non possiamo pensare di fare 50 mila tamponi al giorno”.
Così come “non possiamo avere code di 5 ore, è un problema anche a livello nazionale” questo. Riferendosi alle code di chi dovrà fare il tampone per potersi recare al ristorante.

I giovani che tacciono sulla loro positività

Zaia ha poi affermato che “è inquietante” la moda che si diffonde tra i giovani di nascondere la loro positività pur di rientrare in Italia dalle vacanze all’estero.
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