Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Al via il semestre bianco. Cosa può succedere nei prossimi mesi nello scenario politico italiano?

© QuirinaleSergio Mattarella a Cremona
Sergio Mattarella a Cremona - Sputnik Italia, 1920, 09.08.2021
Seguici su
Dal 3 agosto è iniziato il cosiddetto “semestre bianco”, cioè gli ultimi sei mesi dei sette anni di mandato del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che prestò giuramento e si insediò il 3 febbraio 2015.
Durante prossimi sei mesi Mattarella non potrà sciogliere anticipatamente le Camere e indire nuove elezioni – è un motivo per cui spesso in prossimità del semestre bianco nel dibattito politico emergono scenari di possibili crisi di governo.
Cosa può e non può succedere durante il “semestre bianco”? Quali sono i rischi per gli equilibri di potere? Per un approfondimento Sputnik Italia ha raggiunto Salvatore Curreri, Professore in Istituzioni di Diritto pubblico presso l’Università degli studi di Enna “Kore”.
© Foto : fornita da Salvatore CurreriSalvatore Curreri
Salvatore Curreri - Sputnik Italia, 1920, 09.08.2021
Salvatore Curreri
— Professore, potrebbe brevemente spiegare cosa significa il “semestre bianco”? Quali sono le ragioni che spinsero i costituenti a introdurre questo istituto?
— Nel cosiddetto “semestre bianco” il Presidente della Repubblica non può sciogliere anticipatamente le camere e indire nuove elezioni negli ultimi sei mesi del proprio mandato. Tale divieto fu inserito nell’art. 88 della Costituzione per evitare che il Presidente potesse sciogliere le Camere contrarie alla sua rielezione nella speranza che le nuove vi fossero invece favorevoli. Insomma, si temeva “un piccolo colpo di Stato legale”, come lo definì in Assemblea costituente il deputato comunista Laconi.
— Cosa comporta il semestre finale del settennato? Quali poteri perde il presidente della Repubblica e quali prerogative restano a Sergio Mattarella?
— Durante il “semestre bianco” il Presidente della Repubblica perde soltanto il potere di scioglimento delle Camere che peraltro condivide con il Presidente del Consiglio che deve controfirmare il relativo decreto. Rimangono intatti tutti gli altri suoi rilevanti poteri, tra i quali il rinvio dei testi legislativi approvati dalle camere, l’autorizzazione alla presentazione dei disegni di legge del Governo, l’emanazione degli atti governativi aventi forza di legge (decreti legge e decreti legislativi) e la nomina del nuovo Governo. Senza considerare quei poteri informali che il Quirinale esercita attraverso suggerimenti, sollecitazioni e ammonimenti e che danno parimenti sostanza alla sua opera di moderazione, mediazione e moral suasion.
— È stata mai avanzata qualche richiesta di cambiare questa norma?
— Nel 1963 l’allora Presidente della Repubblica Segni inviò un messaggio alle Camere in cui, per superare le preoccupazioni dei costituenti, suggeriva di eliminare il semestre bianco contro l’introduzione del divieto di rielezione.
Benché recepita in un disegno di legge costituzionale presentato dal Governo, la proposta non fu approvata e potremmo dire oggi, per fortuna, visto che altrimenti non avremmo potuto avere la rielezione di Napolitano, che ha sbloccato una situazione di grave empasse politico, e non potremmo avere oggi la possibile rielezione di Mattarella. Piuttosto nel novembre del 1991 è stato precisato che il c.d. semestre bianco non si applica quando il Presidente della Repubblica deve sciogliere le camere giunte dopo cinque anni alla fine naturale della legislatura.
Milano - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia per l’anno accademico 2020- 2021 dell’Università degli Studi di Milano, oggi 8 giugno 2021.
 - Sputnik Italia, 1920, 03.08.2021
Al via il semestre bianco: tutti i nomi in lizza per il dopo Mattarella
— Il semestre bianco è un test per la tenuta della maggioranza. Cosa può e non può succedere in questi mesi nello scenario politico italiano? Il parlamento potrebbe diventare un’arena dove nascerà l’ennesima crisi del governo?
— Secondo alcuni l’assenza del potere di scioglimento potrebbe scatenare la rissosità tra le forze politiche, all’insegna di un propagandistico “liberi tutti” che consentirebbe loro di far cadere il governo senza sottoporsi al giudizio degli elettori, con conseguente rischio di stallo.
Mi pare però una interpretazione esagerata, per tre motivi: a) quasi sempre le crisi di governo non si concludono con lo scioglimento delle camere, che rimane l’extrema ratio, ma con la nomina di un nuovo esecutivo; b) il Presidente della Repubblica comunque piloterebbe la risoluzione della crisi e, in caso di impossibilità di formare un nuovo governo, potrebbe, seppur in una situazione di grave crisi politica, giocare d’anticipo e dimettersi per consentire al suo successore di poter sciogliere le nuove camere; c) infine l’attuale maggioranza governativa di unità nazionale è così ampia e solidamente fondata sull’esigenza di debellare la pandemia, affrontare le gravi emergenze economico-sociali e gestire del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) da rendere una eventuale sua futura crisi inverosimile e comunque risolvibile attraverso la riduzione del suo perimetro.
— In tanti invocano Draghi futuro inquilino del Colle, però c’è un problema non trascurabile: il presidente esaurirà il mandato il 3 febbraio 2022, ma la scadenza naturale della legislatura, e quindi del Parlamento, è nel marzo 2023. Come vede il dopo-Mattarella?
— Gli scenari possibili sono diversi, a partire dalla stessa possibilità di Mattarella di dimettersi con leggero anticipo. Se Draghi fosse eletto Presidente della Repubblica egli dovrebbe nominare un nuovo Governo oppure, se ciò si rivelasse impossibile, sarebbe costretto, come primo traumatico atto, a sciogliere subito anticipatamente le Camere.
Se si volesse evitare tale scenario si dovrebbe puntare su un altro candidato al Quirinale oppure sulla rielezione di Mattarella, che però lo scorso maggio ha manifestato la propria indisponibilità.
Personalmente, propendo per questa seconda alternativa, perché ritengo la figura di Draghi, per prestigio e autorevolezza, attualmente insostituibile sia a livello nazionale, dove il suo ruolo di collante tra partiti molto diversi è decisivo ai fini dell’efficacia e della continuità dell’azione di governo, sia a livello europeo, per la leadership che si è di fatto conquistata nel Consiglio europeo e che è destinata a consolidarsi dopo l’uscita di scena della Merkel.
Giuseppe Conte, sullo sfondo il portavoce Rocco Casalino - Sputnik Italia, 1920, 17.07.2021
L'incognita del voto M5S sulla giustizia: l'ipotesi dello "strappo" nel semestre bianco
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала