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Green pass, Banchieri presidente Esercenti a Sputnik Italia: “sospendere le sanzioni”

© Sputnik . Evgeny UtkinUn ristorante vuoto a Milano
Un ristorante vuoto a Milano - Sputnik Italia, 1920, 08.08.2021
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Code, resistenza di alcuni clienti, calo degli incassi, multe e gestori dei locali che non vogliono fare “i poliziotti”. L’avvio del green pass per numerose imprese nel settore della ristorazione è stato critico, in altre situazioni caotico. La Fiepet richiede la sospensione delle sanzioni nella prima fase dell’avvio della certificazione verde.
Il tanto discusso green pass ha creato maggiori difficoltà per locali con un grande afflusso di clienti e per i bar più piccoli con poco personale. La app per il controllo della certificazione in alcuni casi crea rallentamenti all’ingresso. Molti i tavoli vuoti.
I gestori dei locali sono costretti per legge a ricoprire il nuovo ruolo di “controllori”, molti non ci stanno e sui social appaiono le mappe dei bar che non richiedono il green pass. Oltre al certificato dovrebbe essere richiesta anche la carta d’identità? Piaccia o meno, il green pass ora è legge, ma almeno per una fase iniziale di assestamento la Fiepet (Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici) chiede la sospensione delle sanzioni. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Giancarlo Banchieri, presidente di Fiepet.
— Ha preso il via la certificazione verde. Giancarlo Banchieri, qual è stato l’impatto sui bar e i ristoranti? Com’è stato l’avvio del green pass?
— Fra alti e bassi. Nella maggior parte dei casi non ci sono stati problemi, però si segnalano anche alcune criticità. Ovviamente la bella stagione ha permesso a tutti di mangiare all’esterno, quindi chi non aveva il green pass ha optato per quella situazione. In altri casi però, come nei centri commerciali dove non c’è la possibilità dello spazio all’aperto oppure dove è piovuto, qualche problema c’è stato. Ancora non tutti hanno il green pass. Si è registrato un calo di lavoro. Inoltre non sempre il sistema funziona perfettamente, dove entra tanta gente ci sono stati dei rallentamenti.
— Quali sono quindi le maggiori difficoltà riscontrate dai gestori dei locali?
— Ci sono stati casi sporadici di persone che hanno voluto forzare la legge chiedendo si sedersi lo stesso anche se non avrebbero potuto. In quelle situazioni c’è stata la necessità di chiamare anche le forze dell’ordine. Quando ci sono problemi tecnici relativi alle app si rallenta tutto.
© Giancarlo Banchieri, a destra, presidente FIEPETGiancarlo Banchieri, a destra, presidente FIEPET
Giancarlo Banchieri, a destra, presidente FIEPET - Sputnik Italia, 1920, 08.08.2021
Giancarlo Banchieri, a destra, presidente FIEPET
— Le regole del green pass creano un po’ di confusione: a chi “tocca” fare i controlli? Oltre alla certificazione verde va richiesta anche la carta di identità?
— Un po’ di confusione c’è. Il gestore del locale deve chiedere il green pass, ma secondo noi non è necessario richiedere la carta di identità se non ci sono dei dubbi particolari. Normalmente nessuno chiede di mostrare un documento di identità.
— Non tutti i baristi e i ristoratori però se la sentono di controllare i propri clienti né intendono ricoprire questo nuovo “ruolo”.
— Certo. O ci sono locali troppo grandi dove entra troppa gente e diventa difficile controllare tutti, poi ci sono locali troppo piccoli con poco personale disponibile. La legge però lo prevede e anche se uno non se la sente o pensa che sia sbagliato deve rispettare la legge. Giusto o sbagliato che sia, dobbiamo farlo.
— Qual è la vostra posizione sulle sanzioni - fra l’altro molto salate - previste per chi non rispetta il nuovo sistema?
— Noi abbiamo richiesto per questa fase transitoria di sospendere le sanzioni. Già ci si chiede di eseguire un ruolo non nostro, ci dobbiamo prendere del tempo per abituarci. Chiediamo che per questo periodo iniziale, almeno per un mese, vengano sospese le sanzioni, per dare a tutti il tempo di abituarsi.
— Oltre a sospendere per un mese le sanzioni che cosa andrebbe fatto per migliorare questo sistema a suo parere?
— Credo che molto semplicemente bisognerebbe andare sulla fiducia del cliente. Il cliente sa benissimo che deve avere il green pass, se va all’interno di un locale dobbiamo fidarci che sia munito della certificazione. Se poi dovesse arrivare la polizia e non lo trova, sono affari del cliente. Bisogna dare fiducia al cliente e alle forze dell’ordine.
Non dovremmo essere noi a fare quel tipo di controllo secondo me. Ci viene chiesto, cerchiamo di farlo al meglio, ma secondo me dovrebbe essere una procedura non fatta da noi. Se un cliente non dovesse avere il green pass dovrà pagare la sanzione, non dobbiamo essere noi i vigili. Con l’arrivo della stagione fredda poi sarà molto complicato eseguire tutti i controlli. Dovremmo basarci più sulla fiducia.
L'opinione dell'autore potrebbe non coincidere con la posizione della redazione.
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