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Cingolani contro Bezos, ovvero il Green Deal ha un costo, ma chi lo paga?

© Sputnik . Yury AbramochkinIndustria siderurgica
Industria siderurgica - Sputnik Italia, 1920, 08.08.2021
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Il Ministro della Transizione ecologica Cingolani è stato criticato dagli ambientalisti per aver osato avvertire che il piano europeo “green” lanciato dalla Commissione Europea ha dei costi enormi a carico di tutti i cittadini europei. In realtà ha solo detto la verità.
La stessa Commissione ha premesso che, per consentire l’applicazione del progetto senza subire traumi economici e sociali insopportabili, dovrà essere creato un fondo a favore dei prevedibili milioni di disoccupati e per favorire la riconversione di tutte le aziende che saranno costrette a dismettere la loro attività.
Che il Green Deal Europeo sia un piano molto ambizioso è indiscutibile. Se diamo credito al sito della Commissione che lo presenta sappiamo che si ripromette di trasformare“…l'UE in un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, garantendo che: nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas a effetto serra e che la crescita economica sia dissociata dall'uso delle risorse non rinnovabili…” L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e, in particolare, una riduzione del 90% delle emissioni di gas a effetto serra legate ai trasporti entro il 2050. È stato perfino annunciato che dal 2035 non potranno più essere vendute auto a benzina, a gasolio, a gas e nemmeno le ibride. Anche i bus, i Tir e tutte le macchine per l’agricoltura e per l’edilizia dovranno usare solo energie rinnovabili entro il 2050.
Mi è probabilmente sfuggito come si pensi di fare con i motori degli aerei e le turbine delle navi, ma probabilmente qualcuno ha già trovato una soluzione “verde” anche per loro poiché si parla di “…creare emissioni zero negli aeroporti e nei porti…per esempio attraverso nuove iniziative che promuovano combustibili aerei e marittimi sostenibili…”
Naturalmente nessuno, nemmeno il Ministro Cingolani, sostiene che, se si può farne a meno, si debba continuare a inquinare i nostri cieli con emissioni potenzialmente nocive alla nostra salute. Tuttavia, sarebbe bene che già da Bruxelles comincino a calcolare quanto il Green Deal verrebbe a costare e a quantificare (e magari localizzare: Italia attenta!) più precisamente i settori industriali (con relativi lavoratori coinvolti) che saranno costretti a chiudere o cercare di riconvertirsi in così poco tempo.
La cosa che più lascia perplessi è però il fatto che tutto questo “Deal” sia ispirato dall’idea che eliminare l’uso dei combustibili fossili serva a ridurre l’emissione di CO2 e, di conseguenza, ad impattare contro il “riscaldamento globale”. Mettiamo pure da parte, per il momento, la diatriba se tale riscaldamento sia realmente dovuto ad una azione antropica o a leggi naturali estranee all’uomo e accettiamo l’ipotesi che ridurre la CO2 aiuti a mantenere le temperature mondiali su valori più accettabili. Se così fosse, qualcuno si ricorda che tutta l’Europa contribuisce all’emissione totale di CO2 solo per il 10% di tutte le emissioni mondiali? Se India, Cina e USA non faranno le nostre stesse scelte (e non hanno alcuna intenzione di farlo) e se la popolazione mondiale non smettesse di crescere (con tutto ciò che questo implica in termini di consumo di suolo, agricoltura, allevamenti, respirazione) a cosa servirà che noi si affrontino tutti quei sacrifici?
La domanda ancora più insidiosa è però un’altra: qualche giornalista trionfante, magari pure ambientalista, si è chiesto quanto combustibile fossile e quanti gas nocivi per l’atmosfera sono stati emessi durante il recente lancio dei missili a uso “turistico” fatti da Jeff Bezos e Richard Branson?
L’11 luglio l’inglese ha raggiunto il confine dello spazio a bordo del razzo Virgin Galactic e pochi giorni dopo il creatore di Amazon è andato oltre la stratosfera a 100 km di altezza. Questo tipo di razzi brucia una enorme quantità di miscela di cherosene e di ossigeno emettendo una grande quantità di CO2, vari inquinanti atmosferici, cloro e altre sostanze chimiche. Una professoressa dell’Università di Londra ha calcolato che due terzi dei gas di scarico sono rilasciati nell’atmosfera terrestre e nella stratosfera, un terzo finisce nella mesosfera ove rimane per due, tre anni. Nella stratosfera questi gas trasformano l’ozono in ossigeno impoverendo lo strato di ozono che protegge la terra dai dannosi raggi solari ultravioletti.
Relativamente un piccolo danno, penserà qualcuno. Cosa sono due razzi sperimentali nell’arco di molti anni? Se non fosse che:
A) ci sono già stati 114 tentativi di lancio orbitale nel mondo (dati NASA) e
B) che sia Branson che Bezos hanno annunciati l’intenzione di dare vita ad un “turismo spaziale” per consentire a un po' di ricconi di vedere la Terra dallo spazio.
Branson ha dichiarato che il suo obiettivo è di effettuare circa 400 voli l’anno ed Elon Musk (quello di Tesla) sta programmando un viaggio attorno alla Luna come premessa per un mercato di voli extra-terrestri. Uno studio, come quelli fatti dai tanti “esperti” del momento, sostiene che il mercato dei voli spaziali crescerà a un ritmo del 17% ogni anno per i prossimi dieci anni e che questo creerà un fatturato di almeno due miliardi e mezzo di dollari per gli organizzatori.
Il CEO di Amazon Jeff Bezos in uno shuttle Blue Origin - Sputnik Italia, 1920, 27.07.2021
Jeff Bezos offre 2 miliardi alla Nasa per assicurarsi contratto per sbarco su Luna di Blue Origin
La Commissione Europea che vuole mettere al bando le auto con motori a scoppio ha tenuto conto che un singolo lancio di questi razzi con quattro o cinque passeggeri usa la stessa quantità di combustibile fossile necessaria per un volo Londra-Singapore con centinaia di passeggeri?
Come la mettiamo con la riduzione della CO2 e con l’inquinamento dell’aria?
Vista la forte vocazione “verde”, perché a Bruxelles non pensano di mettere fuori legge anche i lanci missilistici di privati ricchissimi e annoiati soltanto desiderosi di emozioni “stellari”?
L'opinione dell'autore potrebbe non coincidere con la posizione della redazione.
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