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Sputnik V ed esenzione Green Pass, Coldiretti auspica migliori relazioni con la Russia dopo l'ok

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaIl Quirinale
Il Quirinale - Sputnik Italia, 1920, 07.08.2021
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Negli ultimi sette anni le misure restrittive approvate da Mosca come risposta alle sanzioni dell'UE hanno causato un danno economico di 1,4 miliardi alle esportazioni del Made in Italy.
Nel giorno che marca l'anniversario dell'embargo alla Russia, costato al Made in Italy 1,4 miliardi di mancate esportazioni di prodotti dell'agroalimentare, è arrivata la prima, reale apertura dell'Italia al vaccino Sputnik-V, che lascia speranze per un possibile miglioramento delle relazioni con Mosca nel prossimo futuro.
Lo rimarca la Coldiretti, commentando a decisione del Consiglio dei ministri di esentare dal Green Pass fino al prossimo 15 ottobre i cittadini di San Marino vaccinati con lo Sputnik V, in attesa del termine della procedura di riconoscimento dell'Ema:

"Una decisione che – sottolinea la Coldiretti – è stata presa in concomitanza con il settimo anniversario dell’embargo deciso da Putin con decreto n. 778 del 7 agosto 2014 e più volte rinnovato come ritorsione alla decisione dell’Unione Europea di applicare sanzioni alla Russia per la guerra in Ucraina, che ha colpito una importante lista di prodotti agroalimentari Made in Italy con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia", si legge nella nota dell'associazione.

Flussi turistici persi

Nel comunicato viene inoltre puntualizzato come il mancato via libera a Sputnik V stia bloccando "i 380.000 vacanzieri russi che prima della pandemia trascorrevano le vacanze estive in Italia, andando ad aggiungere i danni al sistema turistico nazionale a quelli causati dall’embargo sulle esportazioni".
Un danno che ammonterebbe, secondo quanto rilevato da Coldiretti, a quasi 400 milioni di euro di mancati introiti turistici per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir".
L'associazione, nella persona del presidente Ettore Prandini, ha quindi rimarcato la necessità di "impiegare tutte le energie diplomatiche per superare inutili conflitti e difendere un settore strategico per il Paese e l’Ue danneggiato da dispute commerciali che nulla hanno a che vedere con il comparto agricolo", a fronte di quello che viene definito "un costo sempre più insostenibile per l’Italia e per le nostre esportazioni in un momento già drammatico a causa dell’emergenza Covid ma anche delle tensioni legate alla Brexit".

Il danno indiretto al Made in Italy

Viene infine posto l'accento sulle conseguenze indirette dell'embargo, e cioè "la beffa della produzione in Russia e della diffusione su quel mercato di imitazioni che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy", che vanno dunque ad aggiungersi al danno provocato dalle mancate esportazioni.
Tali prodotti, continua Coldiretti, "arrivano anche nei Paesi non colpiti dall’embargo con il nome di scamorza, mozzarella, provoletta, mascarpone e ricotta Made in Bielorussia ai quali si aggiungono salame Milano, Parmesan e Gorgonzola di produzione Svizzera e Parmesan o Reggianito di origine brasiliana o argentina".
Una situazione che mette a rischio "anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali, in una fase peraltro resa difficile dalla pandemia.
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