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Green pass giorno 1, se non puoi entrare fatti una passeggiata - Reportage

© Sputnik . Evgeny UtkinVeduta di Cavalese
Veduta di Cavalese - Sputnik Italia, 1920, 07.08.2021
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Mattina del 6 agosto. Piccola cittadina sulle Dolomiti. Vediamo come si applica l’introduzione del green pass in questa zona.
Prima di tutto si nota che anche se hanno tolto l’obbligo di portare la mascherina all’aperto, tante persone, soprattutto anziani, continuano ad indossarla. Alcuni la portano persino nelle passeggiate in montagna, dove raramente si incontrano delle persone.
Ma noi vogliamo verificare cosa è cambiato dal 6 agosto.
Per fortuna qui, quasi tutti i bar e i ristoranti hanno uno spazio all’aperto. Chi ha potuto, ha ampliato lo spazio fuori, e quindi, per loro non cambia nulla. I clienti dei ristoranti all’aperto non devono mostrare il “passaporto” verde. Stessa cosa per i bar. Se all’aperto, non ci sono problemi, con o senza documento.
“Anzi, se prendi una consumazione al bancone, per la nuova legge puoi stare quanto vuoi, con o senza green pass. È chiaro che stare al bancone è più pericoloso sia per me che per i clienti… non so come si faccia a pensare a un decreto simile. Sembra che l’abbiano introdotta solo per spingere tutti a vaccinarsi, visto che non si può fare il test ogni due giorni”, - osserva un barista.
I clienti comunque preferiscono stare fuori.
Non è così fortunato il ristorante El Molin di Alessandro Gilmozzi, stella Michelin. Situato in un vecchio palazzo storico, ha uno spazio interno molto accogliente, ma limitato. Quindi, si deve per forza applicare il green pass.
“Mi chiamano dalla Germania, dall’Austria. Chiedono quali sono le limitazioni in Italia riguardo il green pass. E tanti disdicono la prenotazione. Ma se abbiamo ridotto i tavoli per avere la distanza sufficiente, lavoriamo in totale sicurezza, che diritto ho io di chiedere ad una persona se è vaccinata o no; deve essere una sua scelta personale. Il cliente viene qui per avere una esperienza gustativa, positiva, non posso rovinarla”, lamenta Gilmozzi.
© Sputnik . Evgeny UtkinAl ristorante all'aperto il Green Pass non serve
Al ristorante all'aperto il Green Pass non serve - Sputnik Italia, 1920, 06.08.2021
Al ristorante all'aperto il Green Pass non serve

Piscina

Entro nella piscina comunale. Bella, oltre alle vasche al chiuso, ci sono piscine all’aperto con spazio verde, ma con un unico accesso. Per entrare, serve il green pass, anche in forma cartacea, finche non si attrezzano meglio. La capacità massima adesso è di 200 persone. Gli spazi sono grandi e quasi tutti prendono il sole all’aperto.
La struttura era famosa anche per la sua SPA, con diverse saune. Adesso lo Spazio benessere è chiuso (mentre in Germania ed Austria si rafforzavano il sistema immunitario, andando in sauna, in Italia hanno chiuso tutto). E tanti sono rimasti chiusi per sempre.
© Sputnik . Evgeny UtkinAllenamenti al palaghiaccio di Cavalese
Allenamenti al palaghiaccio di Cavalese - Sputnik Italia, 1920, 06.08.2021
Allenamenti al palaghiaccio di Cavalese

E per pattinare ci vuole il Green Pass?

In città c’è persino il palazzo del ghiaccio, aperto per atleti e non. Dentro ci sono pattinatori che provano piroette e salti. Chiedo all’allenatrice cosa cambia per loro:
“Per gli atleti non cambia tanto. La Federazione ha detto che non serve il green pass. Anche se tra i nostri sportivi tanti sono già vaccinati”. Per non sportivi, chi vuole pattinare un po’ e rinfrescarsi nel freddo, scatta l’obbligo del green pass.

Fuori dai musei

Anche al museo, l’unico del paese, bisogna mostrare questo documento. Non so quante persone passano in questo museo, probabilmente poche migliaia all’anno (mai visto affollato), ma adesso è completamente vuoto.
“Purtroppo, non posso farla entrare senza il green pass - dice una dipendente del museo, quasi scusandosi – se no, fanno la multa sia a lei che a noi. Ci sono delle sculture esposte fuori, faccia una bella passeggiata”.
Vado in biblioteca. Sulla porta un grande annuncio che dice: “La biblioteca è di tutti e per tutti! L’accesso fino al bancone della biblioteca è libero (non è richiesto il green pass)”.
Dentro due persone prendono i libri e chiedono informazioni. Per entrare in sala di lettura, guardare gli scaffali e anche per usare i PC con internet bisogna mostrare il green pass. Dentro la biblioteca solo una persona consulta internet.
In seguito passo in un centro vaccinazione. Nella sala d’attesa si trova solo una persona. Probabilmente, sono stati già vaccinati quasi tutti, almeno quelli che volevano. Oggi non ho visto affollamento nel centro vaccinale per l’introduzione del green pass.
© Sputnik . Evgeny UtkinTamponi in farmacia
Tamponi in farmacia  - Sputnik Italia, 1920, 06.08.2021
Tamponi in farmacia

Quanto costa un tampone per avere il Green Pass

Tutta la mattina la Tv parla del prezzo calmierato per i tamponi rapidi nelle farmacie: 8 euro per i ragazzi dai 12 ai 18 anni, 15 euro per gli altri. In paese ci sono due parafarmacie che non possono certificare i tamponi.
L’unica farmacia fa il tampone su prenotazione, ma per 22 euro. “Abbiamo sentito dei prezzi calmierati sia dalla Tv che dai nostri sindacati. Ma non sappiamo ancora nulla. Ci dispiace, magari passi domani e può darsi che si possano applicare i prezzi nuovi. Oggi invece stampiamo tantissimi green pass alle persone, che hanno bisogno. Abbiamo messo una persona solo per questo”, racconta la farmacista.
Chi sa, quando arriveranno i prezzi “calmierati”. Non era meglio prepararsi prima con le farmacie, e solo dopo introdurre il green pass?
I prezzi “calmierati”, a mio parere, dovrebbero essere ancora più bassi.
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