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Orlando e Speranza vedono le parti sociali. Uil: “Non usare l’obbligo di green pass per licenziare”

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Scannerizzazione di un pass magnetico - Sputnik Italia, 1920, 06.08.2021
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Le aziende sono disponibili a dialogare con il governo e i sindacati, ma bisogna accelerare sulle vaccinazioni per evitare nuove chiusure.
Dopo l’approvazione del nuovo decreto green pass in vigore da settembre e che riguarderà l’obbligo della certificazione per i docenti, gli studenti universitari e i mezzi a lunga percorrenza, per il governo si avvicina lo scoglio del certificato per i lavoratori. Un’idea avanzata per prima da Confindustria e su cui oggi il ministro del Lavoro Andrea Orlando e quello della Salute Roberto Speranza hanno incontrato le parti sociali.
Per il segretario della Uil PierPaolo Bombardieri “stiamo trattando due temi delicati entrambi garantiti dalla Costituzione: il diritto alla salute e il diritto al lavoro. Abbiamo apprezzato la scelta del green pass per i grandi eventi e per il tempo libero. Altro ragionamento, però, occorre fare quando si parla di lavoro”.
Il segretario della Uil ha sottolineato che al di là del green pass le aziende devono applicare al meglio il Protocollo sulla sicurezza senza risparmiare sui costi per questo settore.
Inoltre, ha avvertito Bombardieri “non saremo mai disponibili ad accettare che il green pass venga utilizzato in modo surrettizio per cambiare mansioni, per licenziare o per fare modifiche dell'organizzazione del lavoro, magari destinando ambienti ai vaccinati e altri ai non vaccinati”.

Imprese disponibili a collaborare

La Confesercenti, presente all’incontro, da parte sua ha dichiarato che “le imprese sono disposte a collaborare, ma servono tempi adeguati e regole certe”.
La confederazione ha chiesto gradualità e di non scaricare “responsabilità eccessive sulle spalle delle imprese”, ha dichiarato Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti, a margine dell’incontro.
In particolare sul green pass per Confesercenti "bisogna evitare di creare rigidità insostenibili, anche dal punto di vista della tempistica: un'introduzione dell'obbligo a stagione avviata rischia di avere un impatto molto negativo sulle imprese, in particolare tra pubblici esercizi e attività del turismo, che già faticano a trovare lavoratori disponibili”.
Per la Cna è necessario compiere ogni sforzo per lasciarsi alle spalle restrizioni e chiusure che avrebbero devastanti effetti a livello economico e sociale.
Con lo stesso spirito di responsabilità con cui artigiani e piccole imprese hanno condiviso e applicato i Protocolli sulla sicurezza, ora sostengono la necessità di diffondere la vaccinazione per uscire il prima possibile dall’emergenza pandemica. E’ quanto ha indicato la Confederazione nel corso dell’incontro.
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